GIORDANO

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GIORDANO - PERSONIFICAZIONE DEL G. nella scena del Battesimo di Gesù. Musaico della volta del Battistero degli Ariani (sec. V). Ravenna.
GIORDANO - PERSONIFICAZIONE DEL G. nella scena del Battesimo di Gesù. Musaico della volta del Battistero degli Ariani (sec. V). Ravenna.

oggi, città e villaggi, come Bejsán e Gerico; ma in genere è desolata per il clima torrido.

Non navigabile, il G. costituisce più una barriera che un tramite di comunicazioni fra i popoli. Nella Bibbia è ricordato soprattutto come frontiera (Num. 34, 12; Ez. 47, 18), sia di nemici che lo avevano guadato (II Reg. 7, 15; Iud. 12, 5) che di Israeliti che si mettevano in salvo nell'altra riva (I Sam. 13, 7; II Sam. 2, 20, 17, 22).

Nella parte inferiore, di fronte a Gerico, il G. è associato al ricordo del passaggio miracoloso degli Israeliti (Jos. 3, 1), ai profeti Elia ed Eliseo (II Reg. 2), al ministero di S. Giovanni Battista (Io. 1, 28) ed al Battesimo di Gesù. Questo ricordo rese il G. sempre frequentato e visitato dai fedeli, che per devozione vi si bagnano, specialmente nella solennità dell'Epifania.

Bibl.: N. Glueck, *The river Jordan*, Londra 1946. Donato Baldi

Iconografia. - La raffigurazione del fiume G. ricorre con frequenza sui monumenti cristiani, a causa degli avvenimenti di cui esso fu testimone, principalmente del Battesimo di Gesù. È noto come gli antichi, per esprimere particolari paesistici, facessero uso, sovente, di personificazioni. I fiumi sono rappresentati da un vecchio dio, sdraiato ed appoggiato ad un'urna o ad un vaso, donde sgorga l'acqua. Tale consuetudine si ritrova anche nell'arte cristiana primitiva. Nella decorazione musiva del battistero di S. Giovanni in Fonte a Ravenna (sec. v) il disco centrale della cupola con la scena del Battesimo di Cristo reca l'immagine del G. con l'attributo della canna verde: sorgendo dalle acque, esso offre al Salvatore un drappo per asciugarsi. Ancora in Ravenna, nel battistero degli Ariani, di età coeva, la decorazione del centro della volta con la medesima scena ha la figura del G.

seduto su di una roccia e munito degli attributi di antica divinità fluviale. Negli affreschi cimiteriali e sui sarcofagi non si riscontra generalmente l'antropomorfizzazione, ma appaiono particolari paesistici ben determinati. In tutti i casi sono visibili le acque del G., che simboleggiano la purificazione spirituale ottenuta con il Battesimo. Nei riguardi del Vecchio Testamento, la personificazione dei G. è sull'affresco della lunetta di un arcosolio nel cimitero di Domitilla (seconda metà del sec. IV) con la scena dell'assunzione di Elia al cielo (II Reg. 2, 1 sg.; Ecc. 4, 8, 1-13): appare inoltre nel cofanetto di Werden e nel «rotolo di Giosuè», conservato nella Biblioteca Vaticana, e precisamente nell'episodio del passaggio del fiume da parte del popolo ebreo guidato dal successore di Mosè (Jos. 3, 7; 4, 14, 23).

Bibl.: H. Leclercq, *Baptême de Jésus*, in DACL, II, 1, coll. 350-80; id., *Jourdain, ibid.*, VII, 11, coll. 2706-2707; Venturi, I, pp. 283-85. Luigi Maria Catteruccia