GRASSI, BATTISTA. - N. a Rovellasca il 27 maggio 1854, m. a Roma il 4 maggio 1925. Le sue ricerche, iniziate nel campo della parassitologia, si sono successivamente estese a vari gruppi animali (chetognati, innetteri, ditteri, termiti, arancidi, murenoidi e teleostei) ed hanno aperto fecondi campi di indagine biologica.
Il suo nome è legato alla scoperta del parassita intermedio del plasmodio della malaria che infetta l'uomo ed alla descrizione del suo ciclo di sviluppo. Affrontò i più vari problemi, grazie alla sua grande passione per la ricerca ed alla sua vastissima cultura, e si circondò di una valente schiera di collaboratori ed allievi. Ebbe una vivace polemica con R. Ross per la priorità della scoperta della anopheles, quale trasmettitore della malaria nell'uomo, scoperta che fonti imparziali rivendicano al G. Negli ultimi anni si prodigò per la profilassi antimalaria nelle regioni italiane più colpite dalla malaria.
Fu credente e visse senza ambizioni, umile e povero; riteneva la vita non appartenere al solo ordine chimico-fisico, ma dipendere da un ordine superiore, come si rileva dall'importante uso discorso: La vita come sembra ad un biologo, in Rendic. Acc. Lincei, 1906, II, pp. 219-39.