HOLKOT, ROBERTO. - Filosofo e teologo domenicano, un probabilmente a Northampton in data sconosciuta, m. nel 1349.
Insegnò come doctor theologiae a Cambridge, e si acquistò grande gloria fra i suoi contemporanei specialmente per i suoi commentari sulla S. Scrittura. Nella sua posizione dottrinale è fortemente influenzato dall'occamismo, quantunque intenda attenersi al tomismo.
L'influsso nominalistico è particolarmente evidente nella separazione assai spinta che egli stabilisce tra fede e scienza e nell'accentuazione della irrazionalità o perfino antirrazionalità delle verità della fede. Per H. esiste accanto alla logica naturalis, che ha trovato la sua espressione nella logica di Aristotele, una logica fidei, nella quale il principio di contraddizione non vige. D'altra parte però H. richiede una motivazione intellettuale della credibilitas externa. Nel campo della psicologia e della morale, H. è assertore di un estremo determinismo, Bradwardine (v.). La sua bibliografia presenta ancora molti punti oscuri: l'una o l'altra delle opere attribuitegli è forse soltanto una compilazione di qualche scolaro; altre opere, certamente sue, furono per lungo tempo attribuite ad altri scrittori.
È forse l'autore del famoso Philobiblon sive de amore librorum, noto come opera di Richard Bury. Delle opere certamente appartenenti a H., oltre i commentari alla S. Scrittura, di cui alcuni furono in seguito stampati in molte edizioni (p. es., Praelectiones in librum Sapientiae: circa 20 edizioni, Explanationes Proverbiorum Salomonis, In Cantica Canticorum) vanno menzionate specialmente: Super quatuor libros Sententiarum quaestiones (Lione 1497, 1505, 1518) e tre Quodlibeta, di cui furono pubblicati estratti sotto il titolo Determinationes quaestionum insieme col commentario sulle sentenze (la prima Determinatio però non è di H.).