HOONACKER, ALBIN van. - Professore di S. Scrittura all'Università cattolica di Lovanio, consultore della Pont. Commissione biblica, n. a Bruges il 19 nov. 1857, m. ivi il 1º nov. 1933. Fu il più eminente esegeta della Facoltà di teologia di Lovanio dopo la sua restaurazione nel 1834.
H. ebbe la sua formazione teologica e filologica a Lovanio, ma nella critica vetero-testamentaria fu in gran parte un autodidatta e vi si formò col discutere a fondo le ipotesi di A. Kuenen e di J. Wellhausen, due eminenti rappresentanti della critica liberale.
Iniziò il suo insegnamento e le sue pubblicazioni con ampi e minuziosi studi sulle istituzioni degli Ebrei e sulla composizione del Pentateuco: Le lieu du culte dans la législation rituelle des Hébreux (Gand e Lipsia 1894); Le sacerdoce lévitique dans la Loi et dans l'histoire des Hébreux (Londra e Lovanio 1899). I numerosi contributi alla interpretazione ed alla cronologia di Esdra e di Neemia, presentati nel 1896 in un lavoro di grande sintesi: Nouvelles études sur la restauration juive après l'exil (Parigi 1896), e la monografia su Une communauté judéo-arantienne à Eléphantine (1915), si devono considerare come complementi ai suoi studi sull'Esateuco, dai quali si sviluppava la sua teoria sulle origini letterarie dei libri di Mosè. I primi decreti della Commissione biblica non gli furono favorevoli; H. preferì allora non continuare i suoi lavori in questo campo e non far conoscere i risultati, ai quali era giunto; questi divennero pubblici solo nell'opera postuma: De compositione litteraria et de origine mosaica Hexateuchi disquintio historico-critica (Bruges-Parigi 1949). H. vi si riannoda, in genere, alla teoria dell'esistenza di quattro documenti nell'Esateuco (J, E, D e P); ma tende a considerare come ultima la redazione deuteronomica, ed è pronto ad ammettere per tali documenti un nucleo mosaico; ma, ai suoi occhi, ciò che occorre stabilire e che si può provare non è tanto la redazione mosaica dell'Esateuco, quanto l'origine mosaica delle credenze ed istituzioni fondamentali del popolo israelitico. In particolare non ci sarebbe ragione di rifiutare a Mosè la promulgazione del Jahwismo e del Decalogo.
Il secondo grande lavoro di H. fu il commento ai Douze petits Prophètes (Parigi 1908), compreso nella collezione Études bibliques del p. Lagrange; dove egli si dà alla critica testuale in un modo personale e audace, parecchie volte con successo; così pure è notevole l'esegesi soprattutto dei testi messianici.
Da ultimo H. s'interessò in modo più particolare dei libri di Ezechiele e di Isaia. La versione di Ezechiele non fu pubblicata; di Isaia, invece, fu stampata una versione con commento in olandese Het Boek Isaias (Bruges 1932). Ancora ad Isaia consacrò parecchi articoli molto importanti; l'H. ALZON, EMMANUEL D' (v.) sia messianica, secondo il senso letterale, come pure quella del Servo di Jahweh dolorante. Personalmente egli era convinto della non autenticità di Is. 40-66, ma si astenne dal far conoscere direttamente la sua opinione.
Pubblicazioni postume di H.: Le sens de la protestation d'Amos, VII, 14-15, in Ephemer. Théol. Lovan., 18 (1941), pp. 65-68; Quelques notes sur «Absolute und relative Wahrheit in der Heiligen Schrift», ibid., pp. 201-36.