ILDUINO, abate di St-Denis. - N. da nobile famiglia nella seconda metà del sec. VIII, m. il 22 nov. 844. Compì gli studi sotto Alcuino ed ebbe a disce-polo Incarnato di Reims, che gli restò sempre affezionato. Dall’814-15 fu abate di St-Denis, a Parigi e da c. 1826 fu arricappellato di corte di Lodovico il Pio, di cui accompagnò, nell’842, a Roma il figlio Lotario.
Nel Concilio di Parigi dell’825 favorì i legati orientali nella questione delle immagini. Partecipò alle mene di corte, prendendo parte anche al complotto dei figli di Lodovico contro il padre, effettuato nella Pasqua dell’830; in conseguenza di che fu esiliato a Paderborn e, in seguito al processo del 2 febbr. 831, fu spogliato delle varie bazine cui presiedeva e relegato a Nuova Corbie (Sassonia). Ma, difeso da Incarnato, ben presto ritornò a Parigi, ove verso l’832 riformò il suo monastero e si diede, lontano dagli intrighi politici, a vita di studio.
Sono di questo periodo le sue opere: alcune lettere a Ludovico il Pio; un Libellus passionis in cui si sforza di mostrare l’identità di S. Dionigi l’Areopagita con il primo vescovo di Parigi; una vita di S. Dionigi, scritta per ordine di Ludovico il Pio verso l’834, di cui fece anche una versione ritmica; particolarmente importante la traduzione latina, quantunque assai imperfetta, del Corpus Dionisianum compiuta fra l’831-34.