INFLAZIONE

INFLAZIONE. - Per i. monetaria s'intende l'aumento della quantità di moneta in circolazione al di là di quello che è il fabbisogno dei mezzi di pagamento del mercato. Nel regime monetario aureo l'i. è sempre preceduta dalla dichiarazione di corso forzoso con la quale si viene a sospendere la convertibilità dei biglietti di banca in oro. Tuttavia non sempre e non necessariamente all'instaurazione del corso forzoso segue l'i.; dopo il crollo del sistema aureo la libera convertibilità in oro è venuta a mancare per tutte le monete del mondo, ma in moltissimi paesi il controllo dell'emissione di carta moneta ha impedito il sorgere di fenomeni inflazionistici. In generale l'espansione eccessiva e continuata della circolazione monetaria che dà luogo all'i. è provocata soprattutto dalla necessità della finanza pubblica di fronteggiare bisogni inderogabili e di vasta portata, come di solito il finanziamento della guerra e dell'opera di ricostruzione post-bellica, quando ai bisogni stessi non si può sopperire con le normali fonti di entrata rappresentate dal ricorso ai prestiti e dal gettito fiscale; in questo caso non resta allo Stato che spingere la Banca d'emissione a creare la massa

aggintiva di biglietti necessari ai pagamenti da parte degli enti statali.

Le conseguenze dell’io sono di vario ordine: la più immediata e significativa è quella del deprezzamento dell’unità monetaria che corrisponde ed è misurata dall’aumento dei prezzi dei beni e dei servizi. Infatti secondo l’equazione dello scambio (v. MONETA) l’altezza dei prezzi in un paese risulta direttamente proporzionale alla quantità di moneta in circolazione. A determinare il livello dei prezzi concorre anche la velocità di circolazione dei mezzi di pagamento, la quale in periodo d’1, tende pure ad aumentare, accentuando così il grado di deprezzamento della moneta. Gli effetti dell’aumento dei prezzi, nel quale si compendia ogni processo inflazionistico, sono di enorme importanza economica e sociale. Tale importanza deriva dal fatto che, non tutti i prezzi singoli e neppure tutte le categorie di prezzi subiscono un rialzo di uguale valore. Se, infatti, il rialzo fosse uniforme e si sviluppasse contemporaneamente per tutti i beni, tutti i servizi e tutti i redditi personali, non si avrebbe altro che un semplice cambiamento nominale dell’espressione monetaria delle diverse grandezze economiche senza alcuna conseguenza negativa o positiva.

La prontezza con cui, da una parte, certi prezzi e certi redditi aumentano, crea per alcune categorie di soggetti economici dei largi profitti di congiuntura, mentre, dall’altra, il ritardo con cui un certo gruppo di prezzi e di redditi si adegua al deprezzamento della moneta si ripercuote in perdite sensibili ed in un abbassamento del tenore di vita per la maggior parte dei soggetti economici. In generale sono le cosiddette classi attive della popolazione, industriali e commercianti soprattutto, che lucrano il grosso dei profitti derivanti dall’1; nelle fasi più avanzate di questa è invece verso la categoria degli speculatori, che si amplia come numero e come potenza, che tendono a spostarsi i guadagni. Le classi, che scontano invece le conseguenze negative dell’io, sono quelle dei percettori di redditi fissi e dei salariati e stipendiati, le cui retribuzioni presentano una tipica vischiosità a pronti e sufficienti adattamenti.

Nei limiti in cui si risolve a vantaggio delle classi attive l’io, presenta qualche aspetto favorevole, dato che gli appartenenti a tali classi per accrescere i loro guadagni sono portati ad incrementare la produzione. Tuttavia gli aspetti negativi sono di gran lunga predominanti: la diversa dinamica dei redditi provoca drastici spostamenti di ricchezza da una categoria all’altra, creando spesso spettacoli sociali; in genere i risparmi individuali finiscono per polverizzarsi con conseguenze che per la massa dei piccoli risparmiatori possono essere veramente tragiche; l’apparato produttivo tende alla lunga a disintegrazione; in molti settori e specialmente in quello commerciale e in quello bancario si verificano fenomeni d’ipertrofia; tutte le correlazioni funzionali del sistema economico subiscono distorsioni e spostamenti che si riflettono anche nel futuro. In una parola, l’io, quando raggiunge certe proporzioni, è uno dei fenomeni più pregiudizievoli a cui può andare incontro una collettività sociale.

BIBL.: J. M. Keynes, La riforma monetaria, trad. it., Milano 1925; P. Jannaccone, Prezzi e mercati, Torino 1936; J. Fisher, L’illusione monetaria, trad. it., Milano 1948. Ercole Calcaterra