Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Diritto canonico e civile Giuristi

IRNERIO

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IRNERIO - Glossulae ad Digestum ostus - Biblioteca Vaticana. cod. Borghes. 225, f. 108² (sec. XIII).
IRNERIO - Glossulae ad Digestum ostus - Biblioteca Vaticana. cod. Borghes. 225, f. 108² (sec. XIII).
IRNERIO - I. glossa le leggi. Nello sfondo: le milizie bolognesi di ritorno da Fossalta. Disegno di Luigi Serra per il soffitto della sala del Consiglio provinciale di Bologna (1888) - Roma, Galleria nazionale d'Arte moderna.
IRNERIO - I. glossa le leggi. Nello sfondo: le milizie bolognesi di ritorno da Fossalta. Disegno di Luigi Serra per il soffitto della sala del Consiglio provinciale di Bologna (1888) - Roma, Galleria nazionale d'Arte moderna.

IRNERIO. - Giureconsulto bolognese (secc. XIXII). Da lui s'iniziò, con lo Studio di Bologna e la scuola dei glossatori, tutto il rinnovamento degli studi volto a dare una seconda vita al diritto romano e a porre i fondamenti dottrinali del diritto comune.

Della vita d'I. si hanno scarse notizie. Tredici documenti compresi tra il 1112 e il 1125 lo mostrano causidico, poi giudice, alla cui dottrina ricorrevano, tra gli altri, la contessa Matilde e l'imperatore Arrigo V. Poco probabile è l'identificazione d'I. con un omonimo missus domini imperatoris ricordato nel 1100; e appartiene al dominio delle ipotesi ogni tentativo di datazione della sua vita e della sua operosità fuori dei limiti indicati.

Secondo le tradizioni riferite un secolo dopo di lui dal cronista Burcardo d'Ursperg e dal glossatore Odofredo, I., dapprima magister in artibus, si volse più tardi agli studi giuridici e per invito della contessa Matilde riportò alla luce nella loro genuinità i testi del diritto giustiniano fin allora negletti: primus illuminator scientiae nostrae (così Odofredo), oscurò in breve la fama dell'unico predecessore Pepo, richiamando a Bologna con il suo insegnamento quel largo concorso di scolari che, già in sua vita, valse alla città l'epietro di docta.

Degli scritti che vanno sotto il nome d'I., soltanto le glosse al Corpus iuris civilis, e non tutte, sono sicuramente una e glosse in parte comprese nel grande apparato d'Accursio, in parte riferite da altri giureconsulti o conservate separatamente in manoscritti rimasti a lungo ignorati. A una sicura attribuzione è spesso d'ostacolo la varietà delle sigle che contrassegnano le glosse irroriane nei manoscritti e corrispondono alle varie forme nelle quali il nome si presenta. Le sigle G., Gar., Garn., Girn., Guar., Guarn., Var., War. spettano alla forma originaria Guarnerio; alla forma più recente I., i cui rapporti con l'altra sono stati variamente spiegati, si riferiscono Hyr., I., Ir., Y., Yr., non tutte però sicuramente esclusive di I. Il quale, se non fu il primo a glossare i testi romani, come a torto asseriva la tradizione, fu però colui che estese un tal metodo d'insegnamento a tutte le parti del Corpus iuris, da lui ricomposto nell'antica unità grazie al ritrovamento dell'Infiorium (II. XXIV-XXXVIII del Digesto) e sostituito alle epitomi in voga nell'alto medioevo; soprattutto fu il primo ad approfondire di quei testi il contenuto giuridico.

I. ebbe anche una parte importante nella compilazione delle cosiddette «autentiche», estratti di novelle giustinianee inseriti nel Codice ai luoghi appropriati.

Si sa poi che I. scrisse altre opere, e di maggior lena: un formulario notarile, una raccolta di quaestiones, un trattato de actionibus; tutto perduto. Le attribuzioni a lui fatte della Summa Infortiati, del Brachylogus, dell'Epitome exactis regibus, del Formularium tabellionum, delle Quaestiones de iuris subtilitatibus, del De aequitate, del Qui de re pecuniaris, della Summa legis Langobardorum, della Summa codicis Trecensis, della Summa institutum Fundobonensis, del Liber divinarum sententiarum, sono oggi generalmente rifiutate dalla critica; esse si spiegano con l'ansia di voler dare una forma più concreta alla figura quasi leggendaria di colui che fu detto lucerna iuris.

BIBLI. P. C. von Savigny, Geschichte des römischen Rechts im Mittelalter, IV, 2ª ed., Heidelberg 1895, pp. 9 segg., 458 segg.; C. Ricci, I primordi dello Studio di Bologna, 2ª ed., Bologna 1888, pp. 26 segg., 137 segg.; G. Pescatore, Die Glossen des Irnerius, Grafswald 1888; E. Besta, L'opera d'I., Torino 1896; H. Kantorowicz, Studies in the glossators of the roman law, Cambridge 1938, pp. 33 segg., 233 segg.; L. Simeoni, Un nuovo documento

su I. del 1912, in Atti e memorie della Dep. di storia patria per l'Emilia e la Romagna, 4 (1939), p. 5 segg.; P. Torelli, Glosse preaccurviane alle Istituzioni: nota prima; glosse d'I., negli Studi in onore di Dorice Besta, IV, Milano 1939, p. 229 segg.

Piero Fiorelli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 212–214.

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Fiorelli, Piero. “Irnerio.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 212–214. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/irnerio.

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Fiorelli, Piero. “Irnerio.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 212–214. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/irnerio.

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