ISACCO DELLA STELLA

ISACCO della STELLA. - Abate e teologo cistercense, n. in Inghilterra all'inizio del sec. XII, m. nel monastero della Stella (presso Poitiers) ca. il 1169. Monaco della Stella nel 1145, ne divenne due anni dopo abate. Recatosi con alcuni confratelli nella deserta Ile de Ré (La Rochelle), vi fondò un monastero, dove visse con estrema povertà e straordinario fervore di spirito, attuando in pieno gli ideali di S. Bernardo, di cui era ammiratore entusiasta.

Scrisse: 54 Sermones de tempore et de festo (PL 194, 1680-1876) di cui 41 furono tenuti nell'Ile de Ré, 13 nell'abbazia della Stella; Epistola de anima ad Alcherum (ibid., 1875-90), scritta nel 1162, particolarmente importante per la storia della psicologia razionale; Epistola de officio Missae ad Ioannem ep. Pictaviensem, di cui conservano tre redazioni: la brevior, che riproduce il testo rimasto incompleto per un assalto al monastero (ibid., 1889-95); la longior, che porta il testo completamente dopo l'incidente (Vienna, Bibl. Naz., lat. 1068, ff. 59-61); la brevissima, una specie di riassunto fatto da altri (a Parigi, Bibl. Naz., lat. 812, ff. 358-62; 1252, ff. 1-5; 1828, ff. 168-69; 2474, ff. 22-23 [frammenti]; 1179, ff. 52-53). L. D'Achery (Spicilegium, I, Parigi 1655, pp. 343-52) dà la redazione brevissima. Rimane inedito il Commentarius in Ruth.

Uomo di straordinaria cultura filosofica e teologica, sta degnamente a fianco dei suoi contemporanei Abelardo, Ugo di S. Vittore, Pietro Lombardo, per il riuscito tentativo di illustrare speculativamente le verità rivelate. Di tendenza platonica e con movenze proprie della scuola di Chartres, nei mirabili Sermones, vera somma teologica predicata, presenta i caratteri inconfondibili di un pensatore originale, dotato di fine sensibilità psicologica, che argomenta con vigore dialettico e penetra nell'intimo della verità, mostrandone i profondi legami e i reconditi nessi, con elasticità di pensiero e incisività di frase. «Solebat aut invenire prorsus nova, aut eleganter innovare vetera» (Sermo 48: PL 194, 1853). L'idea guida della sua dottrina soteriologica e mariana è l'idea della nostra solidarietà in Cristo.

Bibl.: Hurter, II, coll. 155-56; B. Heurtebize, s. V. in DTHC, VII, col. 14; A. Landgraf, s. V. in LTHK, V, coll. 614-15; F. Bliemetzrieder, Isaac von S., Beiträge zur Lebensreihung, in Jahrbuch für Philosophie und spekulative Theologie, 18 (1904), pp. 1-35; id., Eine unbekannte Schrift Isaaks von S., in Studien und Mitteilungen aus dem Benediktiner- und Zisterzienserorden, 20 (1908), pp. 433-41; id., Isaac de S. Sa spéculation théologique, in Recherches de théologie ancienne et médiévale, 4 (1932), pp. 134-59; B. Geyer, Die patristische und scholastische Philosophie, 11, ed., Berlino 1928, pp. 258-61; W. Menger, Die Erkenntnis-lehre des Isaac von S., Ein Beitrag zur Geschichte der Philosophie des XII. Jahrh., Battrapp in W. 1934; E. Mersch, Le corps mystique, 2ª ed., Bruxelles-Parigi 1936, pp. 150-56; M. Wulf, Storia della filosofia medievale, trad. II. di V. Miano, I, Firenze 1944, pp. 217-218; I. De Ghellinck, L'essor de la littérature latine au XIIe siècle, I, Bruxelles-Parigi 1946, pp. 189 e passim; A. Piolanti, De nostra in Christo solidarietate, praecipua Isaac de S. testimonia, in Euntes Docte. Commentaria Urbaniana, 2 (1949), pp. 349-68; M.-A. Fracheboud, Le Pseudo-Denis l'Aréopag. parmi les sources du cistercien Isaac de l'Etoile, Westmalle 1948; id., L'influence de d'Augustin sur le cistercien Isaac de l'Etoile, in Collect. Ord. Cister. Reform., 1949, pp. 1-17, 264-78; 1950, pp. 5-16.

Antonio Piolanti