ISACCO ben SALOMON ISRAELI. - Filosofo ebreo, n. in Egitto ca. 1865, m. a Tunisi ca. il 955. Esercitava la medicina alla corte dei califfi di Qajrawân.
Valente medico e semplice compilatore come filosofo: tale all'incirca il giudizio del medico-filosofo Maïmonide, a suo tempo, e di E. Gilson ai giorni nostri. L'elemento ebraico-biblico nel pensiero di I. è sommerso dall'influenza del neoplatonismo, che talvolta si amalgama ad elementi aristotelici. Il suo merito consiste principalmente nell'aver dato l'impulso primo agli studi filosofici ebraici, i quali poi risentono fortemente l'influenza dell'indagine filosofica araba. Le sue opere (Il libro delle definizioni; Il libro degli elementi; Il libro dello spirito e dell'anima) presentano un miscuglio di speculazioni mediche, fisiche e filosofiche, che rivelano «uno spirito più curioso che sistematico ed originale» (Gilson).
I. ammette l'idea della creazione e fa una distinzione netta tra l'atto creativo ex nihilo di Dio e la genera-
zione naturale, la quale va producendosi su un sostrato già esistente. La creazione rivela la bontà e la saggezza di Dio. In quanto alla profezia: la rivelazione sotto forma sensibile è dovuta alla natura degli organi di recezione; la rivelazione nel sogno è per metà corporale e per metà spirituale. Se poi negli scritti profetici ricorre ora la forma spirituale ed ora la forma sensibile, ciò è dovuto all'invenzione di adattare la parola del profeta all'intelligenza delle diverse classi di lettori.