LAPIDAZIONE

LAPIDAZIONE. - Presso gli Ebrei, era la pena capitale ordinaria, che veniva applicata quando non era specificato un supplizio diverso. In ebraico è espressa con i verbi zāqal e rāgham, spesso con l'aggiunta bā'ābhānim o bā'ebhen. Nella Legge è comminata per l'idolatria (Deut. 13, 10; 17, 5), per i sacrifici a Moloch (Lev. 20, 2), per il falso profeta (Deut.

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(da K. von Schumacher, Südamerika, Bertine-Zurigo 1931) LA PAZ, ARCIDIOCESI di. - Veduta di L. P.
15, 5), per la divinazione, la magia (Lev. 20, 6.27; Deut. 18, 10 sgg.), per la bestemmia (Lev. 24, 14), per la profanazione del sabato (Ex. 31, 14 sg.; Num. 15, 35), per l'indocilità testarda di un figlio verso i suoi genitori (Deut. 21, 21), per la fornicazione di una giovane e per l'adulterio (ibid. 22, 21 sgg.).

L'esecuzione aveva luogo fuori dell'accampamento o della città (Lev. 24, 14-23); i testimoni dovevano gettare le prime pietre, il popolo completava il supplizio (Lev. 24, 14; Deut. 13, 10 [Volg. 9]). Talvolta il cadavere del giustiziato veniva appeso ad un palo e così lasciato fino a sera (Deut. 21, 22 sg.). Per questi particolari la tradizione giudaica è più esplicita. Il cadavere non poteva essere inumato nel sepolcro di famiglia, ma in un luogo indicato ordinariamente dal Sinedrio: era proibito portare il lutto (cf. Sanhedrha, IV, 4; VI, 1-5; Flavio Giuseppe, Antiq. Ind., IV, 8).

La l. era familiare ai Giudei al tempo di Gesù. Il furore popolare ricorreva facilmente a tale supplizio (Io. 8, 59; 10, 31, 33; 11, 8; Act. 7, 57 sg.; 14, 5, 18; I Cor. 11, 25).

BIBL.: H. Lesêtre, Lapidation, in DB, VI, coll. 88-91; F. X. Kortleitner, Archaeologia biblica, 2ª ed., Innsbruck 1917, p. 768 sgg.; A. Clamer, Le Lévitique (La Ste Bible, ed. L. Pirot, 2), Parigi 1940, p. 153; E. Kalt, Archeologia biblica, trad. it., Torino 1942, p. 92. Francesco Spadafora
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“LAPIDAZIONE.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 555. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lapidazione.