LEGIO FULMINATA

LEGIO FULMINATA. - Era la XII legione romana, che dopo aver partecipato all'assedio di Gerusalemme, sotto Vespasiano, fu mandata di stanza a Melitene in Armenia. Da Marco Aurelio fu chiamata per partecipare alla guerra contro i Germani ed i Sarmati. Durante quella campagna, e precisamente nell'estate del 174 d. C., la l. f. fu protagonista di un eccezionale avvenimento. L'esercito romano era ridotto ad una critica situazione per la continua siccità, quando improvvisamente un provvidenziale acquazzone permise di cambiare le sorti della battaglia. L'episodio, certamente autentico, è narrato da scrittori quasi coevi ed indipendenti l'uno dall'altro, sia cristiani come pagani, e fu anche riprodotto nella terza fascia della colonna eretta nel 180 in onore di Marco Aurelio. Da parte cristiana ne scrissero Apollinare, vescovo di Gerapoli in Frigia, qualche anno dopo l'avvenimento (Eusebio, Hist.

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(fot. Anderson) LEGIO FULMINATA - Scena della pioggia miracolosa. Particolare della colonna di M. Aurelio (176-93) - Roma.
eccl., V, 5), e Tertulliano (Apol., 5; Ad Scapulam, 4). Il loro racconto è sostanzialmente identico: essi attribuiscono il fatto alle preghiere dei cristiani che militavano nella l. f. Apollinare inoltre aggiunge il particolare, certamente inesatto, che a causa di quell'evento la l. ebbe il nome di f.: consta invece che quell'appellativo era già da molto tempo in uso. Tertulliano invece riferisce che non solo l'Imperatore scrisse al Senato riferendo l'accaduto, ma ne attribuì anche apertamente il merito ai cristiani, contro gli accusatori dei quali minacciava la pena di morte. Il particolare della lettera di Marco Aurelio è attestato anche da Dione Cassio, che riferisce l'episodio (Hist. Rom., LXXI, 8), ma Dione narra che la pioggia fu ottenuta per gli incantesimi di un certo mago egiziano Arnuphis che si trovava con l'Imperatore, e per le preghiere rivolte ad Ermes. La scena ritratta nella colonna, infine, ispirata certamente alle idee filosofiche di Marco Aurelio, si presenta in una forma quasi neutra, poiché rappresenta la pioggia personificata, e mentre da una parte ristora l'esercito romano, dall'altra abbatte e travolge quello dei barbari. Che nella l. f. fossero dei cristiani è molto probabile, poiché nella Cappadocia, dov'essa era di stanza, il cristianesimo era già diffuso da lungo tempo; ad essa appartenevano, secondo s. Gregorio Nisseno, i 40 martiri di Sebastia periti sotto Licinio.

BIBL.: H. Grisar, Il prodigio della l. f. e la colonna di Marco Aurelio, in Civ. Catt., 16ª serie, I (1895, 1), pp. 716-24; H. Leclercq, s. V. in DACL, V, coll. 2692-2703; L. De Regibus, Milizia e cristianesimo nell'Impero romano, in Didaskaleion, 2 (1924), pp. 41-69. Agostino Amore
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“LEGIO FULMINATA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 651. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/legio-fulminata.