LISIA (Δυσίας). - Generale siro, nobile al servizio dei Seleucidi. Quando Antioco IV Epifane (v.) partì per la guerra contro i Parti (I Mach. 3, 31-33), lasciò L. ad Antiochia come reggente e tutore del figlio minorenne che fu poi Antioco V. Ebbe pure l'ordine di domare la ribellione dei Maccabei (v.). Di questo incaricò il generale Tolomeo, figlio di Dorimene, che inviò in Giudea un esercito agli ordini di Nicanore e Gorgia. Sconfitti questi (I Mach. 3, 34-4,25), da Giuda Maccabeo, L. intraprese

l'Idumea. Battuto a Bethsur, interruppe la campagna
con un armistizio, rientrò in Antiochia ove giunge-
vano incerte notizie sulla morte del Re, che aveva de-
signato a tutore del figlio e reggente il generale Filippo.
Senza tener conto di questo volere L. proclamò re
il novenne (o dodicenne) Antioco V (v.) chiamandolo
Eupatore (I Mach. 6, 14-17) ed intraprese con lui un'altra
spedizione in Palestina. Penetrando ancora dal sud,
sconfisse Giuda Maccabeo a Bethzachara, assediò Ge-
rusalemme, conquistò Bethsur (I Mach. 6, 18-34).
Frattanto però L. apprese che il generale Filippo ten-
tava di soppiantarlo in Antiochia; concluse la pace con
gli Ebrei, vinse ed uccise Filippo (I Mach. 6, 55-63;
II Mach. 13, 23), ma fu a sua volta ucciso con Antioco V,
per ordine di Demetrio I, figlio di Seleuco IV Filopatore,
nel 162 a. C. (cf. II Mach. 14, 1 sg.).
Gli storici discutono sul numero delle spedizioni di
L. in Palestina dopo la vera morte di Antioco Epifane.
Secondo G. Ricciotti (op. cit., in bibl., II, p. 290), alcuni
« con poca critica » ne fissano tre, altri « con troppa cri-
tica » una sola (cf. II Mach., 11, 1-14, 2).