LISIMACO. - Fratello del sommo sacerdote Menelao (v.). Quando questi, con Sostrato, fu citato da Antioco Epifane (v.) a consegnargli le somme promesse « dovette cedere il sommo sacerdozio a suo fratello L. » (II Mach. 4, 29): doveva trattarsi di una cessione interinale, non di una vera successione, come suppone la Volgata.
D'accordo con il fratello, continuò le spoliazioni del Tempio suscitando la ribellione del popolo. Tentò di domarla armando 3000 uomini al comando di Aurano (la Volgata scrive Tyrannus), ma ebbe la peggio e finì ucciso a colpi di pietre e di randelli presso la camera del tesoro del tempio di Gerusalemme (II Mach. 4, 32-42).
BibliografiaG. Ricciotti, Storia d'Israele, II, Torino 1934, nn. 232-235.
BIBL.: G. Ricciotti, Storia d'Israele, II, Torino 1934, nn. 232-235.
De, Ambroggi Pietro. “Lisimaco.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, col. 1415. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/lisimaco.
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De, Ambroggi Pietro. “Lisimaco.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, col. 1415. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/lisimaco.
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