LOYSON, CHARLES. - Apostata e «riformatore» francese, m. ad Orléans il 10 marzo 1827, m. a Parigi il 9 febbr. 1912. Sacerdote (1851), insegnò filosofia ad Avignone, poi teologia a Nantes, donde passò a Parigi come parroco di S. Sulpizio.
Entrato tra i Domenicani a Sorèze, passò nel 1863 fra i Carmelitani Scalzi, col nome di «père Hyacinthe» con il quale divenne celebre. Predicò nel 1864 a Parigi con grande plauso; ma la novità delle sue idee religiose gli meritò censura da parte dei superiori e fu chiamato nel 1869 a Roma per giustificarsi. Ritornato a Parigi, e dietro nuovi rimproveri del generale dell'Ordine, lasciò l'abito carmelitano (sett. 1869) e in una lettera pubblicò quanto sentiva su una riforma della Chiesa, specialmente sul celibato dei sacerdoti, e si manifestò contrario al dogma dell'infallibilità del Papa. Scomunicato nell'ott. 1869, si separò definitivamente dalla Chiesa, viaggiò in America e Inghilterra, aderì pubblicamente alla setta dei cosiddetti «vecchi cattolici» (1871), contrasse matrimonio (1872) e fu poi eletto parroco dei «vecchi cattolici» a Ginevra (1873-75). Nel 1875, aprì per loro una cappella a Parigi. La riforma del cattolicesimo restò la sua preoccupazione costante sino a proporre negli ultimi anni una conciliazione del cristianesimo con il Corano.
Degli scritti del L. si ricordano: Conférences prêchées à Notre-Dame de Paris (Tolosa 1867); De la réforme catholique (2 voll., Parigi 1872-74); Les principes de la réforme catholique (ivi 1878).
BIRL.: V. Martin, Un ennemi du r. p. Hyacinthe, Parigi 1867; Alex. de St-Albin, Le r. p. Hyacinthe de l'Immaculée Conception O. C. D., ivi 1867; E. Campana, s. V. in Enc. Ital., XXI, p. 535 (con bibl). Ambrogio di Santa Teresa