LUCIANI, LUIGI. - Insigne fisiologo, n. ad Ascoli Piceno il 23 nov. 1840, m. a Roma il 23 giugno 1919. Compiuti (1860) gli studi medi presso i Gesuiti nella sua città, studiò dal nov. 1862 nella Università di Bologna, dove si laureò nel 1868. Professore di patologia generale a Parma nel 1875, passò professore di fisiologia a Siena nel 1880, a Firenze nel 1882, dove compì buona parte delle sue ricerche sperimentali, a Roma nel 1893, chiamato a succedere al Moleschott.
Fu capo-scuola, in Italia, di una numerosa schiera di valenti fisiologi. Lasciò una settantina di memorie sull'attività diastolica del cuore (1871-74), sul digiuno (1882-89), sulle localizzazioni dei centri corticali del cervello (1878-85), sulle funzioni del cervello (1884-91), sulla fisiologia del bacio da seta (1885-97) e su altri argomenti minori. Compiò un pregevole e voluminoso trattato sulla Fisiologia dell'uomo (tradotto in spagnolo, inglese e tedesco), al quale dedicò tutte le energie degli ultimi 25 anni di vita.
Il suo pensiero positivista, ma antimaterialista e vitalista, affiora abbastanza chiaro nei suoi discorsi e nelle sue opere: «...il grande mistero della vita rimarrà sempre tale, anche quando i metodi avranno raggiunto la massima perfezione sperimentale immaginabile»; ed inoltre: «...sempre più mi riaffermo nell'opinione che la posizione del positivismo, che traccia una linea netta di separazione tra la metafisica e la scienza, sia l'unica che convenga assumere al fisiologo» (Discorso per il XXV anniversario d'insegnamento, 3 maggio 1900). «La vita guardata dal di fuori è meccanico, guardata dal di dentro è anima o, come più timidamente si afferma, psiche» (Onoranze a L. L., in La tribuna, 23 giugno 1913).