LUDWIGSLIED («Canzone di Ludovico»). - È un canto laudativo in gloria del re Ludovico III di Franconia, nipote di Carlo il Calvo, composto in dialetto franco-renano verso la fine del sec. IX e certamente, come si rileva dal contesto, prima della morte del Re, avvenuta nell'882; esso rappresenta, si può dire, l'unico monumento poetico di contenuto storico in antico alto tedesco. L'avvenimento che diede occasione al canto è quella stessa battaglia di Saucourt in Picardia (3 ag. 881) vinta dal diciassettenne sovrano sopra i Normanni, la quale si sviluppò in Francia a leggenda eroica, dando materia al poema di Gormond e Isembart.
Il breve componimento, conservatosi in un unico manoscritto, originario dell'abbazia di St Amand nella Francia settentrionale, scoperto una prima volta dal Mabillon nel 1696, perdutosi in seguito, riscoperto nel 1837 da Hoffmann von Fallersleben, ed ora nella Biblioteca civica di Valenciennes, constata di 27 strofe impari, di due o tre versi, composti di due emischi legati fra loro, sull'esempio di Orfido, dalla rima o dalla semplice assonanza. Esso presenta, in una cornice essenzialmente mistica, Ludovico ancora fanciullo, rimasto orfano del padre, e della cui educazione prende cura Dio stesso, che poi ne tenta la virtù provocando l'invasione dei Normanni, lo chiama alla difesa del suo prediletto popolo dei Franchi, lo assiste nella battaglia e lo guida alla vittoria. Il canto, il cui autore è lecito supporre sia stato un ecclesiastico, è caldo di sentimento religioso e fremente di orgoglio nazionale, ha un'andatura serrata, un'espressione vigorosa e densa, e arieggia a volte la robusta semplicità dell'epica popolare.
J. G. Herder ne compose una versione quasi letterale in tedesco moderno, inserendola nel libro V delle sue Stimmen der Völker in Liedern (Lipsia 1778-79).