LÓPEZ de AYALA, PEDRO. – Scrittore e uomo politico spagnolo, n. a Vitoria nel 1332, m. a Calabria ai primi di apr. del 1407. Cancelliere di Castiglia e combattente, fu anche il primo, cronologicamente, degli italianisti di Spagna. Conferì dignità letteraria alla cronaca, fino allora monotona e negletta, e in tutta la sua opera, informata a intenti moraleggianti, riflesse la probità del suo animo e il suo amore per la cultura.
Un'ampia sezione del Rimado de Palacio, in «quaderna via», in parte pensato nella prigione di Oviedo dopo il disastro di Alsubarota (1386) e ispirato ad una visione pessimistica della società, di cui L. satireggia con accoramento le deviazioni, contiene liriche di argomento sacro: notevoli le cantiche alla Vergine di Guadalupe e di Montserrat e il vasto epilogo etico-religioso derivato in gran parte dal Vecchio Testamento. Persino nel Libro de cetera o de las aves de caza son frequenti gli excursi morali. Più valide, letterariamente, le Crónicas, esposizione cupa e sofferta degli avvenimenti spagnoli dal 1530 al 1406, sostanzialmente impostata nello spirito medievale, ma avviva, a tratti, dai riverberi del preumanesimo italiano: vi attinse Merimée per la ricostruzione della storia di Pietro I di Castiglia. Tradusse anche da Livio, Boezio, S. Gregorio Magno, s. Isidoro, Guido delle Colonne (Historia troiana), Boccaccio (De casibus virorum illustrium).