MAGISTER OFFICIORUM. - È uno dei grandi funzionari centrali dell'Impero romano assoluto, quale cioè venne a definirsi in seguito alla riforma costituzionale diocleziane-costantiniana.
Il suo nome è dovuto, con ogni probabilità, al fatto che egli dirigeva gli officia o scrinia, cioè le sezioni della cancelleria imperiale. Ma le funzioni che sono a lui affidate sono così numerose e si esplicano in campi così diversi, da rendere difficile la definizione della sua carica in termini moderni. Verso la fine del IV sec. apparteneva già alla categoria più elevata dei funzionari imperiali, quella degli illustres.
Il m. o. comanda le schoale palatinae, corpo armato che prese il posto delle discotte coorti pretoriane; la schola degli agentes in rebus publicis, ai quali sono affidati compiti di sorveglianza in materia riguardante la pubblica amministrazione; dirige il servizio della posta imperiale e quello di coloro cui compete di preparare gli alloggi dell'imperatore e del seguito in occasione dei viaggi.
Alla sorveglianza del m. o. sono sottoposte le fabbriche armi. Alle sue dipendenze è posto l'officium admissionum, che regola le udienze imperiali; a lui compete quindi di seguire le relazioni con i rappresentanti delle città dell'Impero e degli Stati stranieri, ciò che gli permette di influire sulla politica estera.
Egli è inoltre munito di giurisdizione civile e penale su tutto il personale della corte e, in relazione alla vigilanza che esercita sui confini dell'Impero, della giurisdizione sulle truppe di confine e sui loro comandanti.
BINT.: O. Karlowa, Römische Rechtsgeschichte, I, Lipsia 1885, p. 830 segg.; B. Kübler, Geschichte des röm. Rechts, ivi 1925, p. 313 segg.; P. de Francisci, Storia del diritto romano, III, Milano 1936, p. 110 segg.