MALATESTA, FAMIGLIA

MALATESTA, FAMIGLIA. - Il più antico documento dei M. riguarda un acquisto di beni fatto nel 1136 da un M. Nel 1197 Gianni di M. ed altri consanguinei giurarono fedeltà ai consoli di Rimini, e nel 1216 ne ottennero la cittadinanza.

Nel 1239 M. da Veruccchio, capo della parte guelfa, fu podestà di Rimini, invano combattuto dai ghibellini. Suo figlio M. (il «Mastin vecchio» di Dante) fu espulso dalla città, ma poté tornarvi nel 1265. Nel 1271 difese la marca di Ancona contro Guido di Montefeltro, che sconfisse e prese prigioniero. Valido aiuto nella lotta contro i ghibellini gli diedero i figli GIANCIOTTO (colui che nel 1283 o 1284 uccise la moglie Francesca da Polenta e il fratello Paolo) e MALATESTINO DALL'OCCHIO (il «Mastin nuovo»). A M., nel 1312, successe MALATESTINO (m. nel 1317), che tenne Rimini e dette Cesena al nipote UBERTO, e Pesaro, Fano, Sinigaglia al fratello Stro PANDOLFO. A Malatestino seguì Pandolfo (m. nel 1326) che, battuto ed esiliato dal card. Del Poggetto, tornò a Rimini dopo la sconfitta di costui. Fu però in seguito spodestato dai cugini M. II e GALEOTTO. Essi riformarono gli statuti in modo da consolidare la Signoria, ma poiché lo fecero senza consultare la S. Sede, che rivendicava l'alta sovranità sui loro territori, ne nacque una lunga guerra, finché nel 1343 i M. si riconobbero versati della Chiesa. A M. II successero M. UNGARO e PANDOLFO, nel 1364, insieme con lo zio GALEOTTO che sopravvisse loro. PANDOLFO II (m. nel 1373) fu capostipite dei M. di Pesaro (ai quali appartiene Parisina); i loro domini passarono nel 1443 al fratello di Francesco Sforza, Alessandro. A Galeotto successero PANDOLFO III (m. nel 1427), che servì come condottiero Gian Galeazzo Visconti, e CARLO (m. nel 1429), che fu governatore di Milano alla morte del Visconti e si rese benemerito dell'unità della Chiesa durante lo sismi, portando a Costanza la rinuncia di Gregorio XII. Alla morte di Carlo i domini dei M. pervennero ai tre figli di Pandolfo III: GALEOTTO ROBERTO, che morì nel 1432 in odore di santità; DOMENICO, detto M. NOVELLO, che favorì letterati ed artisti e fondò la Biblioteca Malatestiana di Cesena (alla sua morte Cesena fu devoluta alla Chiesa); SIGISMONDO PANDOLFO (n. nel 1417, m. nel 1468), tipica figura del Rinascimento, entusiasta della cultura classica e delle arti (fece costruire il Tempio Malatestiano di Rimini), valoroso guerriero, ma di costumi dissoluti e in fama di slealtà e di ferocia. Egli conquistò molte terre, ma nella guerra contro Pio II non riuscì a conservare che Rimini. Quando morì, il dominio doveva tornare alla Chiesa, ma un suo figlio illegittimo, ROBERTO, s'impadronì con un inganno di Rimini, e appoggiato dalla Lega di Milano, Firenze e Napoli, la difese contro Paolo II. Divenuto poi condottiere della Chiesa, nel 1482 batté a Campomorto Alfonso d'Aragona. Morì nello stesso anno, e Sisto IV investì di Rimini suo figlio PANDOLFO IV, ma questi non poté mantenere a lungo la Signoria, che gli fu dapprima tolta da Cesare Borgia, e poi dovette cedere a Venezia.

BIBL.: L. Tononi, Storia civile e sacra di Rimini, 5 voll., Rimini 1860-82; Ch. Yriarte, Un condottiere au XVe siècle, Parigi.

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(da II. P. Strong, Stitt's diagnosis, perruation and treatment of tropical diseases, Londra 1866, p. 27) Malaria - Stadi di sviluppo dei gasseri Anopheles, Culex, Aedes. Si noti la diversa posizione assunta dalle larve dei tre generi rispetto alla superficie dell'acqua. A destra : diversi aspetti d

MALATESTA - MALATTIE

1882: E. Hutton, Sigismondo Pandolfo M., Londra 1900; A. F. Massera, Note malatestiane, Firenze 1911; G. Soranzo, Pio II e la politica italiana nella lotta contro i M., Padova 1911; C. Ricci, Il Tempio Malatestiano, Milano 1925; G. Soranzo, s. V. ENOCH. Ital., XXI, p. 1002 sg.; L. Bignami, Splendori ed ombre alla corte dei M. di Rimini, Milano 1942; R. Weiss, Il primo secolo dell'Umanesimo, Roma 1949, pp. 67-102.

Roberto Palmarocchi