MANGANO, VINCENZO. - Giornalista e uomo politico, membro autorevole delle organizzazioni regionali e nazionali di Azione Cattolica. N. a Palermo il 5 ott. 1866, m. a Roma il 16 giugno 1940. Da giovane collaborò in vari giornali locali e prese parte, accanto al Toniolo, ai convegni cattolici di studi sociali. Fu a fianco di d. Luigi Sturzo nella fondazione del Partito popolare, redattore de Il popolo dalla sua fondazione. Durante il fascismo visse isolato, dedito ai suoi studi. Fu autore di numerosi scritti, alcuni dei quali sono tuttora inediti.
La bibliografia completa si può vedere nella biografia scritta da G. Intersimone (v. M., L'uomo e il pensatore, Roma 1945, pp. 91-100). Qui si segnalano i lavori di etica sociale: Criminaloidi (ivi 1900), Matrimonio e divorzio (Siena 1901); di filosofia: Scoto Eriugena e Giordano Bruno (Palermo 1907); di politica interna ed estera e di sociologia: Questioni politiche del giorno... (Roma 1918); La legge sul latifondo (ivi 1922); La crisi della pace da Genova all'Aja (ivi 1922); Il pensiero sociale e politico di Leone XIII (Isola del Liri 1931); L'opera scientifica di G. Toniolo (Roma 1939); Nicola Spedalieri e i diritti dell'uomo (Amatrice 1940). Tra gli inediti sono giudicati particolarmente interessanti: La grande crisi italiana. Analisi documentata del movimento fascista (scritto nel 1923); e un commento al De regimine principum di s. Tommaso, composto tra il 1928-29, giudicato il suo capolavoro.