MARCELLO, BENEDETTO. - Musicista, n. a Venezia il 24 luglio 1686, m. a Brescia il 24 luglio 1739. Conseguì la laurea in giurisprudenza per cui poté ricoprire importanti uffici pubblici. Fu membro del Gran Consiglio della Repubblica veneta, poi provveditore della Serenissima a Pola ed infine (nel 1738) camerlengo a Brescia.
Fin dalla gioventù si dedicò con passione allo studio della musica, seguendo gli insegnamenti di Antonio Lotti e del compositore lucchese Francesco Gasperini. Coltivò dapprima il genere gaio e dilettevole delle cantate profane, dei madrigali e delle serenate. Scrisse anche concerti grossi a 5 strumenti, sonate per violoncello, per flauto e per clavicembalo. Più tardi tentò anche il genere teatrale con un melodramma a intreccio scenico-musicale: Arianna, rintracciato e pubblicato nel 1885 da Oscar Chilesotti. Scrisse anche oratori, lamentazioni, mottetti e messe delle quali la più nota è quella a 4 voci ed organo, dedicata a papa Clemente XI. Compose pure un oratorio allegorico: Il trionfo della poesia e della musica nel celebrarsi la morte, la esaltazione e la coronazione di Maria.
Trovandosi egli nella chiesa dei SS. Apostoli, una lastra di pietra sepolcrale gli si spezzò sotto i piedi, per cui cadde nella tomba sottostante. Uscito illeso, promise di dedicare il suo talento musicale a soggetti religiosi. Pertanto, tra il 1724 e il 1727 compose e musicò una parafrasi dei primi 50 salmi di David, su testo italiano di G. Ascanio Giustiniani, e la intitolò Estro poetico-armonico. Ogni salmo comprende recitativi, arie e coro. Il numero delle voci varia da salmo a salmo; vi sono quindi duetti, terzetti e il coro è a 2, 3 ed anche 4 voci. V'è sempre un basso continuo per l'organo accompagnatore, mentre per alcuni salmi sono messe le parti per due viole e un vio-
