MARGHERITA DA CORTONA, santa. - N. nel 1247 a Laviano, allora in diocesi di Chiusi, m. a Cortona il 22 febbr. 1297, e perciò detta da C. Rimasta
Perduti i genitori, si consacrò a Dio con voto di perpetua verginità (1524) e si dedicò interamente al servizio dei poveri e degli appestati, assistita dalla Madonna e da s. Rocco, di cui pure era devotissima. Per ordine della Madonna e con il concorso dei fedeli, convinti da straordinari prodigi, edificò a Cabera una chiesa dedicata all'Annunciazione nel 1535, e presso la chiesa un monastero, nel quale si chiuse, con altre vergini.
Nel 1599 le «Margheritine» vennero trasferite a Compiano e assoggettate alla Regola di s. Agostino. Il monastero fiorì sino alla bufera napoleonica. La memoria della Devota rimane sempre viva nel suo popolo. Il processo per la sua beatificazione fu iniziato nel sec. XVI.
orfana di madre, incompresa dalla matrigna, avvenente e molto sensibile, fu raggirata da un giovane nobile di Montepulciano di nome Arsenio che, con la speranza di un vicino matrimonio, la indusse a seguirlo a Montepulciano, dove le nacque un figlio. Rimasto ucciso Arsenio tragicamente, fu colpita dalla Grazia divina e, riparati gli scandali dati, si stabilì a Cortona, accolta con amore da alcune nobili donne.
Scelti per direttori della sua coscienza i Frati Minori del Convento di S. Francesco, fu ammessa, dopo una prova di tre anni, nel Terz'ordine francescano. Si dedicò nel frattempo all'educazione del figlio, che poi si fece frate minore, e specialmente all'esercizio della carità verso i malati, fondando anche un ospedale ed associandosi alcune pie donne che li assistessero, dette le Poverelle, travolte nella soppressione napoleonica. Intanto il Signore la ricolmava di grazie speciali, estasi, visioni e rivelazioni, che ella per obbedienza manifestò al suo confessore frate Giunta Bevegnati dei Frati Minori, che le ha conservate nella Legenda beatae Margaritae. Questa è la fonte principale e più sicura per la vita della Santa. Il Wadding nei suoi Annales (v. BIBLICA) e la liturgia hanno fatto di M. prima della sua conversione una donna pubblica, diventata poi la Maddalena serafica. Ciò è storicamente falso. M. fu solo unita irregolarmente con un uomo. Leone X nel 1515 permise la festa a Cortona e diocesi, che Urbano VIII estese nel 1623 all'Ordine francescano; fu inserita nel Martirologio romano con decreto di Clemente XI del 13 luglio 1715; fu canonizzata da Benedetto XIII il 16 maggio 1728. Il suo corpo si venera incorrotto nella chiesa dei Frati Minori, detta oggi di S. M., elevata alla dignità di basilica minore nel
1927. La festa si celebra il 22 febbr
Vedi tav. VI.FOLKLORE. - La Santa, protettrice della sua ospitale Cortona e delle penitenti, ha ispirato una «storia» popolareggiante in 53 stanze di «canzone alla corsa», diffuse attraverso stampe popolari dalla prima metà dell'Ottocento.
La sua vicenda è stata anche più volte portata sulla scena: larghissima popolarità ha goduto una rappresentazione in versi La conversione di s. M. da C. di Aci Drepaneo, pseudonimo del letterato trapanese Bernardo Bonaiuto (1714-84). Questo dramma sacro, che contiene anche una parte in dialetto siciliano, s'è continuato a rappresentare per due secoli e ha avuto molte ristampe.
La festa di s. M. cade il 22 febbr. Nel folklore francese la Santa è spesso erroneamente scambiata con s. Margherita di Antiochia, che si festeggia invece il 20 luglio, e che nel culto popolare sembra aver soppiantato l'antica dea Lucina, in quanto viene invocata dalle partorienti con speciali preghiere e forme di devozione.