Spirito inquieto ed eclettico, impropriamente considerato hegeliano. Il suo è, in fondo, un platonismo mistico, influenzato dallo Hegel. Infatti egli ammette la immobilità e l'oggettività dell'idea e la trascendenza di Dio; respinge lo storicismo. Malgrado le sue esitazioni tra cattolicesimo e protestantesimo e alcune affermazioni eterodossse nella sua opera di storico, il M. difese la verità e la perennità del cristianesimo e il suo valore positivo per un vero rinnovamento nazionale (Il Risorgimento italiano ecc., Firenze 1866, p. 72).
Opere principali: Lassalle e il suo Eraclito, saggio di filosofia hegeliana (Firenze 1865); Il Risorgimento italiano secondo i principi della filosofia della storia (ivi 1866); Roma nel medioevo (Roma 1873); Cristianesimo, cattolicesimo e civiltà (Milano 1879); Ritorno a Kant e ai neokantiani (Napoli 1887); Buddismo e cristianesimo (2a ed., Roma 1896); Giudaismo, paganesimo e Impero romano (Firenze 1901); La conversione del mondo pagano al cristianesimo (ivi 1902); Il cristianesimo nei primi secoli (2 vol., ivi 1902); Scritti vari (saggi e articoli; 11 voll., ivi 1900 sgg.). Il vol. X contiene gli scritti filosofici sullo hegelismo. È all'Indice (decr. 14 luglio 1893) l'opera: Gli evangelii sinottici: realtà e invenzione? (Napoli 1893) perché, pur opponendosi all'Harnack e alla critica razionalista, tuttavia è remissivo fuor di misura e pretende inoltre trovarvi contraddizioni e assurdità, che poi rivolge contro la Chiesa, della quale nega la fondazione per opera di Gesù Cristo.