MASSA CANDIDA, MARTIRI DI

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MASSA CANDIDA, MARTIRI di. - Viene così designato un folto gruppo di martiri periti ad Utica nella persecuzione di Valeriano (258-59). Non esiste sul loro martirio alcuna relazione scritta, se si eccettuano alcuni accenni nei discorsi di s. Agostino recitati in loro onore, ed alcuni versi di Prudenzio che ne raccontano il martirio. È anche il numero dei martiri: s. Agostino parla di oltre 153, Prudenzio di 300. La loro commemorazione ufficiale si faceva il 18 ag., come attestato il Calendario cartaginese ed il Martiriotlogio geronimiano.

Sul significato di M. C. sono state formulate varie ipotesi. Alcuni, seguendo la tradizione raccolta da Prudenzio, hanno voluto vedervi un accenno al genere del martirio; i martiri cioè posti nell'alternativa di scegliere tra il sacrificio agli idoli e la morte, preferirono buttarsi in massa in una fossa piena di calce viva a ciò preparata, oppure vi furono gettati dai carnefici. Altri invece più verosimilmente, e fondandosi sulle notizie riferite da s. Agostino, pensano che l'espressione M. C. si riferisca al luogo del martirio. Il fatto sarebbe quindi così avvenuto: nei pressi di Utica, tutta la popolazione di una borgata chiamata appunto M. C., della quale era vescovo un certo Quadrato, ucciso anche lui per la fede, furono martirizzati in massa forse perché sorpresi a celebrare le funzioni liturgiche contro il divieto di Valeriano. Altri invece pensano che si tratti della commemorazione collettiva di tutti i martiri della borgata periti in diversi tempi.

Bibl.: Prudenzio, Peristephanon, XIII, 76-87; P. Franchi de' Cavalieri, I martiri della M. C., in Nuove note agografiche (Studi e testi, 9), Roma 1902, pp. 39-51; H. Quentin, Les martyrologes historiques de moyen âge, Parigi 1908, pp. 268-70; G. Morin, La M. C. et le martyr Quadratus, in Rendic. Pont. Accad. rom. arch., Roma 1925, pp. 289-312; H. Delehaye, Les origines du culte des martyrs, Bruxelles 1933, p. 384 sq.; Martyr. Hieronymianum, p. 449 sq.; Martyr. Romanum, p. 357. Agostino Amore