MARTYNOV, IVAN

MARTYNOV, IVAN. - Scrittore russo, gesuita, n. a Kazan (Russia) il 7 ott. 1821 e m. a Cannes il 26 apr. 1894. Fece i suoi studi nell'Università di Pietroburgo. Il conte Gregorio Suvalov (1804-59), il quale un giorno si sarebbe fatto cattolico e religioso barnabita, prese il M. come precettore dei suoi figli. Nel corso di un suo viaggio all'estero il M. si decise anch'egli a abbracciare il cattolicesimo e a diventare gesuita. Entrò nel noviziato della provincia gesuita di Francia a St-Acheul il 18 sett. 1845. Nel 1856 fece i suoi ultimi voti. Insieme al p. Gagarin (v.) fondò nel 1857 la rivista Les études de philosophie et d'histoire, diventata poi Etudes, e formò la Biblioteca russa di Parigi tuttora esistente.

M. dedicò tutta la sua vita all'apostolato della penna. Fra le sue numerose pubblicazioni la più importante è l'Annus Ecclesiasticus graeco-slavicus (Bruxelles 1863), appendice al vol. XI dei Bollandisti. Questa opera portò la fama del M. a Roma, dove fu nominato teologo pontificio per gli affari orientali nel Concilio Vaticano.

casa delle Vestali (ivi 1887), le Osservazioni sulla Regia e sull'atrio di Vesta (ivi 1890); l'illustrazione degli obelischi di Roma e del Museo Egizio Vaticano, del quale fu per molti anni direttore; le illustrazioni sulle antichità di Palestrina, specialmente la monografia sul martire prenesto Agapito, del quale riconobbe il luogo del martirio (Memorie storiche della cattedrale di Palestrina, Roma 1918; Guida archeologica della città di Palestrina, ivi 1932). Fu anche direttore del Museo Lateranense (I monumenti del Museo cristiano Pio Lateranense, Milano 1910), scrittore della Biblioteca Vaticana, socio di molte accademie scientifiche italiane ed estere, segretario della Pontificia commissione di archeologia; impareggiabile divulgatore: Il matrimonio cristiano sopra un antico monumento inedito, in Studi in Italia, 5 (1882), pp. 1-15; l'Antichità del culto della Beata Vergine (Roma 1883); Difesa del pontificato di Damaso contro un nuovo attacco dei protestanti, in Rassegna italiana, 3 (1883), pp. 1-13; La supremazia della Sede romana considerata nei monumenti dei primi secoli, in Besserione, 2 (1897), pp. 1-15; ecc. Professore di archeologia cristiana nel Collegio di Propaganda Fide, in quello di S. Anselmo dei Sulpiziani (le lezioni dettate in quest'ultimo furono raccolte e pubblicate in Éléments d'archéologie chrétienne, 3 voll., Parigi 1900-1903; Manuel d'archéologie chrétienne, résumé des éléments d'archéologie chrétienne, Bruges 1906; Manuale di archeologia cristiana, Roma 1908, 1933; Manuale di epigrafia cristiana, Milano 1910. Tenne la cattedra di topografia di Roma cimiteriale nell'Università di Roma; fu tra i fondatori del «Collegium Cultorum martyrum», di cui fu «magister» venerato.

TEMPERAMENTO esuberante ed entusiasta il M. espresse talvolta ipotesi, seppure geniali, non del tutto fondate, e costruì su premesse non sempre consistenti; tuttavia nelle sue pubblicazioni, oltre 400, va sempre ammirata la chiarezza, l'abilità dialettica, l'inesauribile erudizione.

Ultimo suo desiderio fu che sulla sua tomba fosse posta l'unità scritta: «O. M. romano cultore dei martiri».

BIBL.: C. Cecchelli, O. M., in Archivio della R. dept. di st. patria, 52 (1931), p. 351 seg. (bibliografia delle opere); G. Mancini, O. M., in Bullettino di filologia classica, 37 (1931), n. 8, appendice; E. Josi, in O. Marucchi, Le catacombe romane, postumo, Roma 1933, pp. VII-XV. Gioacchino Mancini.