MENOCHIO, GIOVANNI STEFANO

MENOCHIO, Giovanni Stefano. - Teologo ed eseguea gesuita, n. a Pavia nel dic. 1575, m. a Roma il 4 febbr. 1655. Insegno eseguei biblica e teologia morale a Milano; fu superiore di vari collegi, rettore del Collegio Romano, provinciale di Milano e di Roma, ammonitore dei generali Carafa e Piccolomini.

La sua *Brevis explicatio sensus literalis totius Sacrae Scripturae ex optimis quibusque auctoribus per epitomen col-

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leca (Colonia 1630), stimata e ricercata, fu riprodotta prima da sola, poi in varie collezioni, una trentina di volte fino al 1873, quando venne inserita ne La Ste Bible di C. F. Drioux (8 voll., Parigi 1872-73). Risultate le seguenti edizioni piene di errori tipografici, il gesuita J. R. Tournemine (m. nel 1739) ne curò una nuova, emendata e arricchita di pregiate dissertazioni su questioni supplementari, prese da altri autori come J. Bonfrère, J. Mariana, J. Acosta, ecc., elogiando del M. la perizia nelle lingue bibliche, l'acume eseguito, la cultura patristica, la soezza teologica, la ricerca accurata, l'esposizione sobria e chiara.

Altre opere: Hieropoliticum, sive Institutiones politicae e S. Scripturis depromptae (Lione 1625); Institutiones oeconomicae ex S. Literis depromptae (Parigi 1627), stampate anche in italiano (Venezia 1656) con aggiunte e con il titolo Economia cristiana; Le suore di Gio. Corona (pseudonimo di Stefano), tessute di varia erudizione sacra, morale e profana (Roma 1646); De republica Hebraeorum (Parigi 1648); Historia sacra della vita, attioni, doctrina, miracoli, passioni, morte, risurrezione e salita al Cielo del N. Redentore, Salvatore G. C. (Roma 1653); Historia sacra degli Atti degli Apostoli (ivi 1654).

Bibl.: Sommervogel, V. pp. 948-55; Hurter, III, coll. 1060-63. Antonio Carrozzini

MENOLOGION. - Libro liturgico bizantino, che contiene per esteso le vite dei santi, ordinati secondo i giorni e mesi, a cominciare dal 1° sett., capodanno bizantino, da leggere nelle viglie delle loro feste.

Per ordine dell'imperatore Basilio II (976-1025), Simone Metafraste (o Logothetes) compose il suo celebre M., sia raccogliendo e rimaneggiando le anteriori fonti, sia rifacendo nuove vite (PG 114-16); il suo infuso fu tale che, dopo di lui, non s'è fatta una simile collezione, e le altre anche più complesse dei secc. anteriori VII e VIII furono abbandonate o soppiantate.

Con la voce M. vengono talvolta designati i sinassari o raccolte di vite di santi, in forma ridotta e compendiosa; fra questi, numerosi, il cosiddetto M. dell'imperatore Basilio II della Biblioteca Vaticana, famoso per la ricchezza delle miniature (ed. Pio Franchi de' Cavalieri, Torino 1907).

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Mensa. - M. degli olii presso la tomba di S. Cornelio. Roma, cimitero di S. Callisto.

È un errore confondere con il M. le notizie agiografiche brevissime in forma di calendario o martirologio, o persino gli indici delle lezioni scritturali assegnate per ciascun giorno dell'Ufficio.

Bibl.: A. Ehrhard, Die Legendenummlung des Symeon Metaphrates, in Festschrift des deutsch. Campo Santo in Rom, Friburgo 1806, pp. 46-82; A. Ehrhard, Les Mélanges grecs, in Analetica Bollandiana, 16 (1807), pp. 311-29; 17 (1808), pp. 448-52; H. Delchaye, Prophylaeum ad Acta SS. Nov., Bruxelles 1902, pp. v-xlvii sgg.; H. Leclercq, Mélange, in DACL, XI, coll. 419-30; H. Engberding, Menologium, in LTHK, VII, coll. 87; P. Oppenheim, De libris liturgicis, Torino-Roma 1940, p. 155. Pietro Siffrin