MENOCHIO, GIACOMO

MENOCHIO, GIACOMO. - Giureconsulto, n. a Pavia nel 1532, ivi m. nel 1607. Insegnò, giovanissimo, diritto in questa Università (1556-60). Salito in grande fama, dopo aver rifiutato diverse cattedre europee, fu chiamato dal duca Emanuele Filiberto a insegnare nella nuova Università di Mondovì (1561-66). Passò anche a Pisa, ma non volle restarvi, nonostante le offerte del granduca Francesco de' Medici, essendosi impegnato con la Repubblica veneta a ricoprire la cattedra primaria dell'Università di Padova (1566-88). Morto a Pavia Nicola Graziano, i suoi concittadini lo rivolsero nella loro Università. In seguito fu nominato dal re Filippo II di Spagna senatore, presidente delle entrate straordinarie e regio consigliere. Fu il più celebre e tipico rappresentante della scuola dei giuristi pratici.

Opere principali: De adipiscenda et recuperanda possessione (Lione 1571); De arbitrariis iudicum quaestionibus et causis (ivi 1585); De praesumptionibus, coniecturis, signis et iudiciis commentaria (Colonia 1595); De iurisdictione, imperio ac potestate ecclesiastica ac saeculari (Venezia 1906); Consiliorum sive responsorum libri XIII (ivi 1609). Inoltre fu tra i curatori del Tractatus universi iuris, edito sotto gli auspici di Gregorio XIII a Venezia nel 1584, in 28 voll.

BIBL.: G. Ghilini, Testro d'huomini letterati, I, Venezia 1647, p. 72; L. Crasso, Elogi degli huomini letterati, I, ivi 1666, p. 113; F. Argelati, Bibliotheca scriptorum Mediolanensium, Milano 1745, p. 2128; C. G. Mor, s. V. in Enc. Ital., XXII, p. 261; S. Kuttner, s. V. in Nuovo Digesto Italiano, VIII, pp. 422-23.

Augusto Moreschini

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“MENOCHIO, GIACOMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 418. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/menochio-giacomo.