MEYERBEER, JAKOB. - Musicista, n. a Berlino il 23 sett. 1791, m. a Parigi il 2 maggio 1864. Aggiunse il suo cognome Beer a quello di un parente Mayer che lo aveva lasciato erede di un vistoso matrimonio. Studiò musica con Lauska e Muzio Clementi e si perfezionò a Darmstadt con l'abate Vogler.
Suo primo lavoro fu l'oratorio Dio e la natura, che gli procurò il titolo di direttore della cappella di corte. Seguirono il voto di Jefte e Abimelek che ebbero ottimo successo. Dopo un breve soggiorno a Vienna, nel 1815 venne in Italia ove dimorò per alcuni anni e vi compose molte opere arieggianti lo stile rossiniano. Il grande successo ottenuto dal Crociato gli procurò universale fama. La morte

Mete. diocesi di - La Cattedrale veduta dalla piazza della Comédie.
del padre, di due figli e di alcuni cari amici lo dissero dal teatro e lo concentrarono nel campo della musica sacra, dove fece profondi studi e compose 12 salmi a due cori, 7 cantate sacre su testo del Klopstok, alcuni mottetti, un grandioso Inno a Dio e molte melodie. Nel 1830 a Parigi si ridette al teatro e scrisse i suoi capolavori Roberto il Diavolo, Gli ugonotti, L'Africana, Il Profeta, Dinorah ecc. cui seguirono un Pater noster, ed altre composizioni sacre.
Uomo di teatro e cercatore di successo, M. ebbe ottime qualità artistiche ed una abilissima tecnica, ma un pathos troppo melodrammatico e superficiale pervade tutta la sua opera che ha il gusto e i difetti del tempo.