MIGEZIO

MIGEZIO. - Eretico spagnolo della fine del sec. VIII. È poco conosciuto e soltanto attraverso documenti a lui ostili (lettere di Elipando allo stesso M.: PL 96, 859-67, ed all'abate Fidelis: ibid., 914-19; lettera dell'episcopato spagnolo ai vescovi franchi: ibid., 1330), che lo presentano come ignorante e visionario.

Assertore deciso delle usanze e dei diritti della Chiesa romana, diede la propria collaborazione al vescovo Egli, che l'arcivescovo Vilario di Sens aveva costituito come suo delegato in Spagna con il compito di promuovere la riforma di quella Chiesa. Ma con il suo zelo indiscreto e le sue dottrine eterodose M. irritò l'episcopato Elipando (v.). Condannato da un Conflicto riunito a Siviglia (782) e rigettato anche da papa Adriano I (cf. Jaffé-Wattenbach 2479), M. scomparve mentre la nascente controversia sull'adozianismo di Elipando attirava tutta l'attenzione.

Oltre ad accuse di ordine etico e disciplinare (rigorismo morale e differenze nel computo pasquale) Elipando addebita a M. una stravagante dottrina trinitaria: M. avrebbe identificato la Persona del Padre con David, quella del Figlio con l'uomo Gesù, quella dello Spirito Santo con l'apostolo Paolo. La critica vi ha voluto trovare delle reminiscenze di sabellianismo, di pricilliianismo (v.) o anche di concezioni musulmane sul profetismo. Oggi non si esclude che un procedimento polemico di Elipando abbia notevolmente deformato le concezioni di M., la cui formula cristologica, ammissibile in forza della comunione degli idiomi, non poteva piacere al padre dell'adozianismo spagnolo.

BIBL.: E. Amann, L'adoptianisme espagnol du VIIIe siècle, in Revue des sciences religieuses, 16 (1936), pp. 281-317; J. F. Ribera, Elipando de Toledo, nueva aportación a los estudios nazarenses, Toledo 1940.