MOLINELLI, GIOVAN BATTISTA. - Scolopio giansenista, n. a Genova il 29 genn. 1730, ivi m. il 25 febbr. 1799. NATALE (v.), che sostituì quale professore di teologia nel Collegio Nazareno, deve all'ambiente romano la sua formazione giansenistica.
Discepolo di Paolo Battista Curlo, che si ha motivo di credere agostiniano, prese parte alle polemiche contro la divizione al Sacro Cuore di Gesù, in ciò coerente con il Natali, che anonimo aveva pubblicato una Lettera intitulata d'un teologo romano ad una religiosa sua congiunta intorno alla divisione al Cuore di Gesù (Roma 1773), della quale, pur ammettendosene il simbolismo, se ne negava il culto. Di ispirazione agostiniana e portarealista è generalmente la sua opera (manoscritta per lo più e conservata nell'Archivio provinciale di Cornigliano, in parecchi volumi), anche se prudenzialmente diplomatica e guardinga. Merito infatti a un tempo riserve da parte delle Nouvelles Ecclesiastiques e simpatia da parte dei giansenisti italiani e esteri. Pur aderendo sostanzialmente alle novità democratiche, disciplinari e liturgici, per non turbare l'unità della Chiesa, si può considerare in politica un conservatore e in religione un dissimulatore riservato ed ermetico. Antimolinista, prese parte alla lotta dottrinale contro i Gesuiti con l'ex-gesuita Gian Carlo Brignole, fratello dell'ultimo doge di Genova.
Scrisse diverse opere: Selectae praepositiones de peccatis, de peccatorum meritis et remissione iuxta doctrinam ss. Au-gustini et Thomae Aquinatis (Genova 1770); De fide et symbolo (ivi 1771); Del primato dell'Apostolo s. Pietro dei Romani Pontefici suoi successori in confutazione di vari scritti recenti (ivi 1784). Per l'ambiguità della trattazione piacque e dispiacque ai giansenisti, si che il De unitate Ecclesiae (ivi 1785) passò quasi inosservato, riscattato però dalle Riflessioni sopra l'operetta stampata in Pavia nel 1784 che ha per titolo: Vera Idea della Santa Sede (ivi 1787), che meravigliarono i suoi amici, ma che debbono considerarsi nell'àmbito prudenziale e oppor-
tunistico della letteratura polemica del primo gine-
nismo. Figura non modesta di teologo, il M. meriterebbe
un accorto esame non solo perché preparò il clima e il
terreno a Eustachio Degola, suo affezionato discepolo,
e a tutti i giansenisti liguri, per essere egli stato molti
anni insegnante di teologia nelle scuole genovesi, ma
anche per aver trattato temi e tesi propriamente doma-
tiche, che ebbero poi un decisivo sviluppo per opera di
Tamburini nel «Portico Teologico» di Pavia.