Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Missionologia

MISSIONARIO

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MISSIONARIO. - Il concetto di missione suggerisce quello di m., che indica colui il quale viene mandato dall'autorità ecclesiastica competente nelle terre di missione per propagare e consolidare la fede tra gli scattolici, cioè per piantare la Chiesa. Siccome, però, l'ufficio commesso al m. è una partecipazione della giurisdizione ecclesiastica, di conseguenza giuridicamente può essere chiamato m. solo il sacerdote a causa della sua ordinazione sacra. I fratelli e le suore possono meritare questo titolo solo in senso derivato.

I. STATO GIURIDICO

La condizione giuridica del m. oggi è chiara e precisa, ma non fu sempre la medesima attraverso i secoli. Dal sec. XII il m. ha sempre goduto di ampie facoltà e privilegi, che, anche dopo la erezione della S. Congregazione di Propaganda Fide, spesso riceveva direttamente. Alcuni erano chiamati m. apostolici, perché approvati da Propaganda, godevano di speciali privilegi ed erano obbligati a doveri particolari. Oggi il titolo di m. apostolico viene concesso raramente e da alcuni anni non è stato più attribuito a nessuno. Esso ha fatto il suo tempo.

Attualmente tutti i m. devono richiedere dagli Ordinari di luogo le facoltà necessarie per il ministero apostolico. Sono inviati dai propri superiori e partono non più muniti di lettere patenti, come una volta, ma solo dell'obbedienza del superiore. Rimarranno in missione finché piacerà all'Ordinario e al superiore religioso e tutti e due, in seguito a reciproco presvviso, possono allontanarli o richiamarli. In caso di conflitti, si può appellare a Propaganda. Il m., se religioso, in quanto m. dipende dall'Ordinario del luogo e in quanto religioso dal proprio superiore di religione.

II. M. RELIGIOSI E SECOLARI

Dopo lo sviluppo del monachesimo, specialmente in Occidente, e in seguito alla fondazione degli Ordini mendicanti e delle altre Congregazioni religiose, la schiera dei m. fu formata esclusivamente da religiosi, ad eccezione di pochissimi sacerdoti secolari. Questi solo più tardi nel sec. XVII vi si unirono, allorché fu istituito in Francia il Seminario delle Missioni Estere di Parigi. Al presente i m. esteri appartengono a ordini e congregazioni religiose oppure a società senza voti. I pochissimi sacerdoti secolari si recano di preferenza in Australia, Nuova Zelanda e in certe missioni d'America.

Alcuni, specialmente tra i missionologi antichi, disputano se siano da preferirsi i m. religiosi a quelli secolari. Non si può negare che lo stato religioso con la pratica dei voti rende i propri soggetti più idonei all'opera di apostolato, ma non giustifica la conclusione di coloro che arrivano a dire che lo stato religioso abbia carattere eminentemente missionario, poiché gli stessi vantaggi possono essere trovati in quegli istituti di sacerdoti secolari, che, pur rimanendo tali, vivono in comunità legati da un giuramento sotto la direzione di un superiore. Questi anzi portano in missione una mentalità, che spesso può renderne più efficace il lavoro.

III. FORMAZIONE MORALE E INTELLETTUALE

La Chiesa come pure tutti i missionologi, antichi e moderni, hanno voluto che il m. possedesse virtù sacerdotali profondamente radicate in modo da poter trascinare i popoli alla verità prima con l'esempio e poi con la parola. Dal m. quindi si richiede l'osservanza di tutte le prescrizioni di canoni e l'osservanza esatta dei propri doveri e, se religioso, di quelli del proprio istituto. Deve essere animato da un profondo spirito di povertà, anche se non sia legato dal voto, menare una vita di straordinaria purezza e praticare le virtù dell'umiltà, obbedienza e pazienza. Finalmente la sua formazione spirituale deve essere coronata dall'esercizio delle virtù teologali: fede, speranza e carità.

Il m. ha pure bisogno di un'accurata formazione intellettuale, anche se destinato ad evangelizzare genti rozze e incivili, in mezzo alle quali l'opera civilizzatrice fa progressi da gigante. Certo non è necessario che tutti i m. abbiano una eguale preparazione intellettuale. I primi che sentirono il bisogno di dare ai m. una formazione intellettuale specifica, furono gli Ordini mendicanti e istituirono allo scopo scuole e collegi. Ai giorni attuali, molte discussioni sono sorpassate perché i corsi di missionologia hanno chiaramente stabilito quali materie devono essere studiate dai futuri m. Questi, dunque, oltre alla formazione intellettuale propria dei sacerdoti, devono averne un'altra specifica o professionale, la quale, se indirizzata a tutti i m., avrà un carattere comune diretto verso il ministero apostolico; se invece è rivolta a pochi, per approfondire specialmente le questioni di etnologia e di linguistica, avrà un carattere di specializzazione.

La prima formazione viene data generalmente in patria in collegi missionari o in case determinate e compiuta in missione in modo che il m. possa ben apprendere non solo la lingua, ma gli usi e i costumi del popolo. Nei territori sotto regime coloniale il m., oltre alle lingue indigene, deve conoscere anche la lingua dell'autorità governante. La formazione intellettuale dei fratelli e delle suore deve spesso abbracciare cognizioni nel campo delle professioni tecniche e sanitarie affinché siano più adatti a sviluppare le varie opere di carità e di istruzione.

Bibliografia2 opere
BIBL.: S. Masarci, De missionum institutione ac de relationibus inter superiores missionum et superiores religiosos, Roma 1940, pp. 39-58, 84-103; S. Paventi, La Chiesa missionaria. Manuale di missionologia dottrinale, ivi 1940, pp. 301-27.

Saverio Paventi

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Di Saverio Paventi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 1108–1109.

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Paventi, Saverio. “Missionario.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 1108–1109. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/missionario.

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Paventi, Saverio. “Missionario.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1108–1109. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/missionario.

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