MISSIONI CATTOLICHE

MISSIONI CATTOLICHE. — Il Signore, prima di salire al cielo, disse ai suoi discepoli: «Pa vobis. Sicut misit me Pater et ego mitto vos» (Io. 20, 21; 17, 18), inviandoli ad insegnare e battezzare tutte le genti. Così dalle parole di Gesù nacque il nome ed il concetto di m., da cui missionari, e apostoli dal corrispondente verbo greco. M., quindi, deriva dal verbo latino mittere, cioè mandare. Considerata nel suo senso comune, essa significa l'atto di inviare qualcuno a compiere un officio.

Fino al sec. XVII, però, negli antichi documenti l'attività missionaria come pure il missionario erano chiamati in vario modo. Verso la metà del sec. XVI si cominciò ad usare la parola m. in un senso sempre più vicino a quello tecnico, che assunse ai primi del sec. XVII.

I. CONCETTO TEOLOGICO E GIURIDICO.

Teologicamente la m. si riallaccia alle parole della S. Scrittura, per cui il Figlio è detto inviato dal Padre e lo Spirito Santo dal Padre e dal Figlio (Io. 6, 57; 14, 16; 16, 7; Gal. 4, 4).

La m. che il Verbo, immagine, testimone, fonte di luce e di vita divina compie con un'opera diretta e straordinaria sugli uomini, continua in un modo

siviluppare e perfezionare il Corpo mistico di Cristo in mezzo a tutte le genti, predicando loro il Vangelo.

Secondo il concetto g.uridico, la m. della Chiesa deve essere considerata anche sotto l'aspetto contingente della attività da essa esplicata per attuarla. La storia dice che una tale attività, pur rimanendo sempre la medesima nei suoi elementi teologici, ha assunto forme e caratteristiche diverse. Specialmente dal sec. xii in poi l'attività apostolica della Chiesa in alcune regioni è diretta piuttosto a conservare e perfezionare la vita di fede e di amore tra i cristiani e in altre regioni a diffonderla e propagarla tra coloro che la ignorano. Nel primo caso si ha un perfezionamento del Corpo mistico e cioè uno sviluppo interno del medesimo, nell'altro caso, invece, il Corpo mistico si sviluppa all'esterno con la conquista di nuove membra e di nuove genti. Si hanno così le m. interne e le m. esterne o estere (can. 252 § 3). L'una e l'altra non si differenziano dal punto di vista dogmatico ma le loro caratteristiche metodologiche e le prescrizioni giuridiche, che le regolano, portano ad una distinzione molto importante per poterle studiare nel loro sviluppo. Con questa distinzione giuridica però non si vuole contraddire all'elemento dogmatico di m. ma solo circoscrivere il territorio e determinare le norme di metodologia e di organizzazione e stabilirne le due differenze specifiche.

II. Le m. estere.

I. Nozioni

Sono quella parte del ministero ecclesiastico diretta a piantare e a stabilire la Chiesa tra gli acattolici. In questa definizione, ormai difesa dalla quasi totalità dei missionologi, si trovano tutti gli elementi richiesti. Infatti da essa si ricava che le m. sono un'attività specifica della Chiesa, che ha per oggetto gli acattolici battezzati o non battezzati da convertire alla vera fede allo scopo di fondare stabilmente la Chiesa in mezzo ad essi. Le discussioni tra gli autori hanno messo in evidenza i vari momenti della grande opera della plantazione della Chiesa nei territori di nuova conquista. Lo
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MISSIONI CATTOLICHE - Consegna del Crocifisso a missionari in partenza per l'estero (Pont. Ist. Miss. Est., Monza, 12 sett. 1848).

ordinario per mezzo della sua Chiesa, la quale è il prolungamento della sua Incarnazione. Cristo, infatti, avrebbe potuto elargire da sé a tutto il genere umano i frutti divini della Redenzione, ma volle farlo per mezzo di una Chiesa visibile nella quale tutti gli uomini si riuniscono per cooperare con lui alla salvezza degli uomini medesimi. Cristo e la sua Chiesa vengono a formare, così, quella entità soprasensibile, nascosta e misteriosa, che vive e sopravvive nelle anime e che s. Paolo ha Cristo (v.). Il termine sintetizza molto bene i due aspetti della Chiesa, presentata come un organismo con i suoi due elementi visibile e spirituale: il corpo e l'anima. La sua m., quindi, esige che essa sia presente in tutto il mondo nei suoi due aspetti, interiore ed esteriore, per quella tensione intima dell'umanità assunta dal Verbo di unirsi a tutti gli uomini e incorporarseli quali membra vitali del suo nuovo organismo mistico. Diviene, così, il mezzo ordinario e ufficiale della salvezza e quanto più compatta ed universale è la visibilità della Chiesa, come organismo esterno, tanto più fulgida e gloriosa è la manifestazione di Cristo ossia la gloria esterna del Signore. Di conseguenza la dottrina del Corpo mistico difende la necessità dell'apostolato sia nei riguardi degli individui come anche dei popoli, perché a causa del suo carattere sociale esige che gl'individui, anche in quanto formano raggruppamenti sociali, entrino a far parte del Corpo mistico di Cristo, che nel corso dei secoli continua a svilupparsi non solo con il perfezionamento spirituale dei fedeli, ma anche con l'acquisto di nuove membra. Alla fine dei secoli il suo sviluppo sarà completo e l'opera missionaria sarà terminata, contribuendo, così, al trionfo finale di Cristo, come viene descritto dall'Apocalisse. La m., quindi, della Chiesa è quella di dar vita e di

MISSIONI CATTOLICHE - Porta settentrionale della città di Ghishu (vic. Pyong-Yang), attraverso la quale il p. Giusto de Bretonnières (poi martirizzato nel 1866) penetrò in Corea nel 1865, oggi detta Porta Santa.

Schmidlin pretende che le m. siano ordinate solo alla conversione dei non-cristiani; il Lange ritiene che il motivo delle m. non sia la salute delle anime, che è possibile anche fuori della Chiesa, ma la cattolicità di questa; il Grentrup, fondandosi su elementi giuridici, pensa che le m. sono ordinate a dilatare il regno di Cristo; lo Charles difende la teoria della plantazione della Chiesa; per il Glorieux il motivo delle m. è la pienezza di vita della medesima Chiesa; e per il De Lubac le m. sono necessarie per la salvezza collettiva, non individua, degli uomini; l'Hugueny risponde al Glorieux affermando che le m. sono una questione di vita e di morte per gli infedeli; per il van der Mensbrugge le m. sono ordinate a subordinare tutti gli uomini a Cristo.

L'opinione del Durand è più vicina a quella che ora è più accetta ai missionologi, perché afferma che come la Chiesa è un mezzo normale, ma non indispensabile per la salvezza delle anime, così pure le m. sono un mezzo normale, ma n

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on necessario per la salvezza degli infedeli. Altrettanto dice il Capérán per il quale le m. sono ordinate a portare agli infedeli i mezzi ordinari della Grazia, dei quali è stata arricchita la Chiesa visibile.

Degli elementi, presentati di sopra, alcuni precedono, altri seguono la plantazione della Chiesa e quindi non si escludono e i documenti pontifici mettono in evidenza o questo o quello, spesso per particolari esigenze. La espressione della plantazione della Chiesa è già in alcuni dei SS. Padri e ricorda le parabole evangeliche, dove il Signore paragona la predicazione della buona novella all'agricoltura, considerata ora quale lavoro di seminazione e trapiantamento di virgulti e di alberi, ora quale coltivazione della vigna, che stende i rami da un mare all'altro; oppure la paragona a qualsiasi altra opera riguardante la terra e che possa essere messa in rapporto con la Chiesa nascente.

La distinzione tra m. estere e m. interne porta con sé anche una divisione territoriale, perché secondo il can. 252 le m. estere si hanno nei territori dipendenti dalla S. Congr. de Propaganda Fide. Questo principio ha un valore esclusivo, perché negli altri canoni, che trattano dei dicasteri della Curia romana, non si parla di m. estere e quindi il can. 1350 è 2 deve essere inteso in rapporto al can. 252. Non possono essere i territori dipendenti dalla S. Congr. Orientale fino al motu proprio del 25 marzo 1938 (Sylloge, ... S. Congr. de Propaganda Fide, Roma 1939, n. 206 ter) e neanche quelli sotto la giurisdizione della S. Congr. Concistoriale. Lo stato attuale di qualche territorio non giustifica un ampliamento del territorio delle m. estere perché esso ha riflessi anche nel campo della competenza della stessa S. Congr. de Propaganda Fide.

Bibl.: G. B. Tragella, *Avviamento alle m.*, Milano 1930; A. Mulders, *Inleiding tot de Missiewetenschap.*, s'Hertogenbosch 1937, 2a ed., ivi 1950; P. Charles, *Les dossiers de l'action missionnaire*, 2a ed., Lovainio 1938-39, pp. 35-36; J. E. Champagne, *Manuel d'action missionnaire*, Ottawa 1947, pp. 23-41; De Mondreganes, *Manuale di missionologia*, 2a ed., Madrid 1947, pp. 1-12; ed. it., Torino 1950, pp. 5-14; I. Paulon, *Plantatio Ecclesiae*, Roma 1948; S. Paventi, *La Chiesa missionaria. Manuale di missionologia dottrinale*, ivi 1949, pp. 13-38 (cor ricca bibl.).

II. ORGANIZZAZIONE CENTRALE E PERIFERICA

Il compito di diffondere il cristianesimo nell'Estremo Oriente nel secc. XIII-XIV, affidato all'iniziativa dei due grandi Ordini mendicanti, fu rivolto nell'età susseguente ai dissidenti del più vicino Oriente e poi agli eretici dell'Europa centrale e settentrionale, senza che si istituissero speciali dicasteri allo scopo. Fu con le grandi scoperte ultramarine che si acui il problema missionario ed i papi concessero in proposito alle corone di Portogallo e Spagna ampi privilegi che diedero luogo a veri patronati nelle m. (v. Patronato), le quali ricevettero subito enorme impulso. Furono erette le prime diocesi, con diritto per i sovrani di nomina dei vescovi e con l'onere di tutte le spese; essi si ritenevano ed erano normalmente ritenuti delegati del papa. Tutti i missionari dovevano passare per la via di Spagna o, rispettivamente, di Lisbona e dovevano essere approvati dai religiosi della Congregazione.

La tradizione della Chiesa è stata ritenuta per la via di Spagna o, rispettivamente, di Lisbona e dovevano essere approvati dai religiosi della Congregatione. Per evitare i patronati, Propaganda attuò l'istituto dei vicari e dei delegati apostolici, sull'esempio di quelli di Paesi Bassi, Inghilterra e Scozia già esistenti. Esso si sviluppò con la creazione dei vicari apostolici nel Canadà (1653), in Cina (1659), Indocina (1669), Siam (1678), e andò estendendosi a quasi tutte le m. I vicari apostolici, ordinariamente insigniti di carattere episcopale, dipendevano direttamente da Roma, donde ricevevano le fratellatà. Si creò così nei territori ultramarini, accanto al dualismo giurisdizionale dei vescovi e religiosi, relativamente presto tramontato, il dualismo giurisdizionale di Roma e dei patronati con ripercussioni in terra di m. tra i vescovi residenziali e i vicari apostolici: dualismo che si andò affievolendo, fino quasi a scomparire ai nostri giorni, col decrescere in Oriente della potenza coloniale dei due re cattolici a vantaggio delle nazioni protestanti d'Inghilterra e d'Olanda e della Francia cattolica.

Per rendere più operante l'organismo centrale Propaganda costituì nel suo seno alcune Congregazioni particolari: nel 1633 la Congregazione delle Facoltà, che

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MISSIONI CATTOLICHE

(per cortesia delle Suore Grigie di Monti)

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MISSIONI CATTOLICHE - Bambini esquimesi allo stato primitivo, prima di venire a contatto con le Suore Missionarie (Suore Grigie) - Chesterfield (Canada).

nel 1637 ottenne l'approvazione del quintuplice formulario, rimasto in vigore fino ai nostri giorni; nel 1640 la Congregazione particolare dei dubbi per la loro soluzione almeno nei casi urgenti, assorbita dal S. Ufficio; nel 1665 la Congregazione particolare per la Cina e nel 1671 la Conferenza ecclesiastica per lo studio dei punti più controversi della storia ecclesiastica. Importante fu la Congr. per la correzione dei libri liturgici di rito orientale istituita da Urbano VIII. Pio IX il 6 genn. 1862 istituì la S. Congr. de Propaganda Fide per gli affari di rito orientale, con segretario e archivio propri; che nel 1917 divenne la S. Congr. per la Chiesa orientale.

Il problema economico costituì fin dall'inizio una delle massime preoccupazioni di Propaganda, perché apriva la strada ad un maggior sganciamento delle m. dalle potenze coloniali. Proventi degli anelli cardinalizi (scudi 500), eredità, offerte di privati, elargizioni straordinarie dei pontefici e di principi, costituirono i primi fondi. Fin dagli inizi Propaganda passava agli Ordinari assenghi annui e sovveniva le m. con sussidi straordinari. Agenti e corrispondenti, specie nei porti marittimi, erano incaricati del recapito, di sussidiare i missionari di passaggio e di facilitare loro le pratiche di viaggio. Disperso il patrimonio con la Rivoluzione, Pio VII assegnò a Propaganda parte dei proventi della Camera Apostolica. Dalla fine del sec. XVIII fino al 1908 si ebbe una stabile Prefettura dell'economia, il cui cardinale prefetto presiedeva ai congressi economici. Dal 1908 il pro-segretario dell'Economia presiede all'ufficio di amministrazione e partecipa ai congressi economici di cui fan parte due cardinali, presieduti dal cardinale prefetto.

Fino al 1666 i cardinali componenti la Congregazione, a ciascuno dei quali era attribuita una sfera territoriale da trattare, si adunavano coram Sanctissimo due volte al mese; da quell'anno le adunanze vennero tenute nella casa del prefetto o del più anziano dei cardinali, e il segretario si recava periodicamente a riferire al papa. Per circa due secoli il cardinale prefetto non era munito di speciali facoltà proprie, essendo solo l'esecutore della plenaria. In seguito venne accordato al prefetto un elenco di facoltà personali, «ad quinquennium», e finalmente «durante munere». Sotto Leone XIII si ebbe un ulteriore ampliamento delle facoltà della S. Congregazione.

Senza sostanziali mutazioni interne l'organizzazione della Congregazione si è mantenuta fino ai nostri giorni. Da rilevare solamente che la Congregazione ha potuto perfezionare i metodi di apostolato, tra cui vanno segnalati l'incremento sempre più vasto del clero indigeno, soprattutto l'aumento delle delegazioni apostoliche e perciò l'impulso alle periodiche conferenze episcopali; e la coordinazione dell'apostolato nelle m. esistenti nelle opere delle singole delegazioni. La sua competenza fu molto cambiata in seguito alla costituzione di Pio X Sapienti consilio del 1908 e numerosi territori furono sottratti alla sua originaria competenza.

Il potere legislativo e la suprema direzione e trattazione degli affari spetta alla Congregazione plenaria dei cardinali componenti la S. Congregazione. Il potere deliberativo è subordinato all'approvazione del papa, al quale devono essere riferite le deliberazioni della congregazione plenaria, la cui esecuzione si compie in via normale per il tramite del cardinale prefetto. Nell'esercizio delle sue mansioni, questi è assistito dal segretario, dal sottosegretario e dal prosegretario dell'Economia, di libera nomina pontificia, e da alcuni aiutanti di studio, con mansioni ben determinate. La S. Congregazione è assistita da un corpo di consultori, di particolare competenza, scelti tra ambo i cleri. In seno ad essi, soppresse le preesistenti congregazioni particolari, funziona attualmente soltanto una commissione per la revisione delle Costituzioni degli Istituti religiosi missionari, dei sinodi nazionali, dei regolamenti dei seminari regionali dipendenti da essa e degli «Statuta pro missionibus». Al segretario competono mansioni speciali: interviene alle plenarie senza tributo di voto e su esse riferisce poi al papa; fa parte dei congressi settimanali insieme al sottosegretario ed ai minutanti, nonché del congresso economico. Al segretario spetta la rappresentanza legale della S. Congregazione e l'alta direzione del Collegio Urbano di Propaganda Fide. Un archivio storico generale conserva i documenti di Propaganda dal 1622.

La giurisdizione generale di Propaganda si estende ad alcuni paesi d'Europa; all'Asia, eccettuate Goa-Danao, Macao e le circoscrizioni orientali del Malabar; all'Africa, eccetto i territori portoghesi, le arcidiocesi di Tunisi e di Cartagine, le diocesi di Costantina e di Orano, l'Egitto, l'Eritrea, l'Etiopia; a vari territori delle Americhe e all'Oceania. Le circoscrizioni ecclesiastiche sono diversemente costituite: arcidiocesi, diocesi, vicariati apostolici, prefetture apostoliche e m. «sui iuris» (di queste ne esistono ora due soltanto); le prefetture apostoliche, ordinariamente non rette da vescovi, rappresentano l'inizio dello sviluppo della m., mentre i vicariati apostolici e le diocesi vengono costituite tenendo conto dell'accertato sviluppo e di altri particolari fattori. La S. Congregazione comunica direttamente con gli Ordinari; però tra essi e la Congregazione funziona l'organismo intermedio delle delegazioni apostoliche, abbraccianti o intere nazioni o divise secondo criteri che si potranno chiamare geograficopolitici, le quali si sono dimostrate di grande interesse.

Attualmente le circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti da Propaganda sono ca. 600; di esse 88, tra arcidioce

MISSIONI CATTOLICHE - Introduzione del cattolicesimo in Giappone. Dipinto di Luca Hasegawa - Roma, Museo Lateranense.

III. Arte sacra nelle m

MANTICA (v.) s'era venuta formando con il modellarsi sulle molteplici espressioni di una civiltà assai evoluta e secondo criteri pratici propri delle singole regioni evangelizzate. Sviluppatasi poi secondo forme nuove attraverso le età seguenti, riuscì a formare quasi un patrimonio spirituale della Chiesa, dal quale sembrava che non fosse possibile allontanarsi. Quando, nel sec. XIII, attraverso le peregrinazioni missionarie dei Francescani e Domenicani, si tentò di entrare in contatto con le misteriose civiltà dell'India e dell'Estremo Oriente, non fu possibile iniziare nei loro rapporti un movimento artistico; troppo brevi furono i contatti per allora.

Con l'epoca delle grandi scoperte, i missionari si inseriscono nelle gesta dei conquistadores spagnoli e portoghesi. Si tiene poco conto dell'arte indigena anche dov'essa esiste e si importano nelle colonie e perciò anche nelle m. i canoni dell'arte metropolitana. È una naturale affermazione dell'imperialismo delle nazioni colonizzatrici. Il Portogallo costruisce nell'Etiopia, nell'India e nel Brasile castelli, abitazioni e chiese secondo i modelli dell'arte portoghese. La Spagna trasporta nell'America latina il proprio barocco, che, influenzato dall'arte indigena, crea il superbarocco, che si disse mission style.

Da quest'opera il moto missionario ebbe una notevole espansione anche nell'Estremo Oriente. Ma il problema dell'arte missionaria non fu sollevato. Seguendo l'esempio della colonizzazione portoghese e spagnola in America, si importarono nell'India e nell'Estremo Oriente gli stili occidentali.

Fiori nel Giappone una scuola pittorica fondata dai Gioiti e diretta dal p. H. Nicolao, ma essa si ispirò ai medici italiani. Nella Cina, sotto l'ispirazione dei Gessuti si tradussero in forme cinesi le composizioni del Vangelo pubblicate in Europa dal p. Natale. Vi fu qualche altra tentativo di composizione cristiana cinese (Madonna del British Museum e del Museo di Chicago ecc.). Il pittore G. Castiglione (v. 1688-1766), gesuita, sotto l'imperatore Cheng Lung trasformò il proprio stile europeo secondo il carattere cinese. E nell'interno della Cina si ebbe qualche esempio di adattamento dello stile locale. Ma tutto ciò rappresentò elementi sporadici di eccezione. Le chiese dei maggiori centri missionari riprodussero, spesso con poco gusto, i modelli occidentali.

MISSIONI CATTOLICHE - Introduzione del cattolicesimo in Giappone. Dipinto di Luca Hasegawa - Roma, Museo Lateranense.

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(per cortesia di mons. A. P. Frejac). Missioni cartoliche - Piccoli nugri assistiti. Orfanotrofio della Parrocchia di S. Teresa (Suore missionarie dello Spirito Santo). Port-de France (Martinica).

diocesi, diocesi e vicariati apostolici, sono affidate al clero indigeno. Dipendono da Propaganda io d

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MISSIONI CATTOLICHE - Calice d'argento cesellato del sec. XVII. Pechino.

Tran (1825-99), letterato, architetto, ingegnere idraulico, governatore di una provincia. «Egli fu — dice Lyautey — uno di quegli umili eroi, che sollevano tutto ciò che toccano, nati per un grande teatro, e che, in mancanza di questo, ne formano uno grande dal loro piccolo.» Le sue costruzioni in bello e puro stile annamita si ammiravano in Phat-Diem (Tonchino). Altre belle manifestazioni si ebbero nel sec. XIX nell'Africa settentrionale, dove alcune chiese di Algeri, il tempio di S. Agostino a Ippona e la cattedrale di Cartagine, dovuti quest'ultimi all'abate Pugnet, sono concepiti in stile arabo-bizantino.

Ma questi rari esempi non ebbero seguito. Nei paesi di m. prevalse l'importazione dell'arte occidentale, che si stimava arte cristiana in opposizione alla locale arte pagana. Nel 1923, quando ormai le m. estere erano mature per trasformarsi in chiese indigne, il delegato apostolico pensò che in un paese che possiede il decoro di un'arte grande e antica, anche l'arte cristiana doveva associarsi ai nuovi indirizzi missionologici, cioè farsi cinese; e in una lettera a due capi missione sollevò ex professo il problema dell'arte missionaria, osservando: a) che l'arte occidentale in Cina rappresenta un errore di stile; b) che il carattere forestiero dell'arte concorre a mantenere il pregiudizio per cui la religione cattolica è considerata una religione straniera; c) che la grande tradizione dell'arte cristiana insegna ad adottare gli stili dei diversi tempi e dei diversi luoghi; d) che l'arte cinese offre varie e belle possibilità di adattamento.

Era però necessario ravalorare la teoria con la pratica. Perciò il delegato nel 1925 chiamò in Cina l'artista benedettino d. Adalberto Gresnigt. Questi penetrò nello spirito dell'arte cinese, diede i piani e diresse la costruzione della bella Università cattolica di Pechino, dei Seminari regionali di Hong-Kong e Kaifeng, della chiesa dei Discepoli del Signore di Suanhwafu, e attese ad altre opere minori. Un pittore cinese, Cheng Suan-Tu, di finissima sensibilità artistica, compose in puro stile ci

nese soggetti sacri, che ebbero un grande successo per la loro freschezza e grazia spirituale. Il pittore fu battezzato e prese il nome di Luca. Nominato professore d'arte all'Università cattolica di Pechino, creò intorno a sé una famiglia di pittori cristiani, in cui splendere il candore dei primitivi. L'arte cinese ha offerto al soggetto sacro una forma piena di delicata spiritualità e il soggetto sacro ha offerto agli artisti cinesi un tema nuovo, elevato, luminoso, tale da creare un vero rinnovamento dell'arte cinese. Da ricordare i pittori: Pu-Chin, Chang-San-Tse, Wang-Su-Ta, Lu-Hung-Niuen, Lo-Hong-Nie, Koang-Chao-Ko.

Il moto di rinascita cristiana dell'arte cinese ispirò e incoraggiò una bella fioritura artistico-cristiana nel Giappone, nell'Indocina, nell'India e nell'Indonesia. Nel Giappone brillarono i pittori: Luca Hasegawa, Shunkyo, Okayama, Keiji Kondo, Furuya, Takahiro Toda, Yoshimazu, madama Nakamura, Shimibu, Sadaka, Teresa Kimiko Koseki. Nell'Indocina si segnalò il pittore Celso Le-Vandé; nell'India il pittore Da Fonseca e la pittrice Trindade; nell'Indonesia lo scultore Iko. La S. Congregazione de Propaganda Fide approvò con varie lettere questa riforma artistica dell'arte missionaria. Anche in Africa, e specialmente nel Congo belga, il nuovo indirizzo ottenne bellissimi successi.

Nel 1939 Pio XI aveva indetto nel Vaticano una esposizione dell'arte dei paesi di m. Tale iniziativa, interrotta dalla guerra, è stata ripresa da Pio XII, che per l'Anno Santo 1950 volle che fosse organizzata, tra le altre esposizioni, quella dell'arte cristiana della m. Ciò corrisponde ai principi proclamati dal Santo Padre nella prima enciclo. Summi Pontificatus sull'adattamento missionario.

Per la storia delle m.,

V. PROPAGAZIONE DEL CRISTIANESIMO

Vedi tavv. LXXII-LXXV.

Bibl.: C. Costantini, L'arte cristiana nelle m., Roma 1940; P. Dindinger e G. Rommerskirchen, Bibliografia missionaria, 7 (1940), pp. 85-133. Queste due opere contengono la più completa bibliografia sull'arte nelle m. Celso Costantini.

III. LE M. INTERNE.

Le m. interne si svolgono entro i limiti delle diocesi della Chiesa già fondata e sono regolate dagli Ordinari e fin dai tempi di s. Vincenzo de Paoli e poi per opera di s. Alfonso Maria de Liguori esse, sotto il nome di m. sacre (can. 1349 § 1) o parrocchiali, sono ordinate sia a conservare la fede e i buoni costumi tra i fedeli, sia a convertire gli acattolici, che ancora vi fossero (can. 1350 § 1).

Ai pastori di anime la Chiesa impone l'obbligo dell'istruzione catechistica per la preparazione dei fanciulli ai Sacramenti della Penitenza, della Cresima e dell'Eucaristia (can. 1329-36), della predicazione omelitica e quaresimale, e in particolare della spiegazione della dottrina cristiana (can. 1337-48). Infine ammonisce gli Ordinari perché curino che almeno ogni dieci anni i parroci tutti, anche religiosi, procurino le missioni al gregge affidato alle loro cure (can. 1349).

Tali m., da non confondersi con la consueta predicazione quaresimale, esplicata però sovente sotto forma di m. o di esercizi spirituali al popolo, ordinariamente sono tenute fuori del tempo quaresimale da religiosi specializzati in tal genere di predicazione, quali, ad es., i Passionisti, i Redentori, oppure da sacerdoti oblati o congregati in associazione missionaria, quale ad es., quella degli Oblati di Rho (Milano), dei Missionari di S. Massimo di Torino, o i cosiddetti Missionari Imperiali di Roma.

Queste m. interne, preparate convenientemente con frequenti richiami nella predicazione domenicale, con la propaganda su bollettini parrocchiali o su avvisi sacri, condotte con unzione spirituale e con vari amminiccoli, riescono quasi sempre a scuotere salutarmente le coscienze e ad operare conversioni e riforme vere dei costumi.

In questi ultimi tempi la propaganda immorale è attesa, servendosi di tutti i mezzi possibili (stampa, cinema, radio, pubblicità, comizi, conferenze, ecc.) e sfruttando il disagio economico generale creato da due conflitti mondiali, ha allontanato dalla Chiesa e dalla pratica cristiana gran parte della massa operaia e agricola, gettandola in braccio al comunismo atto e materialista, negatore di Dio, dell'immortalità dell'anima, della vita futura e della dignità e libertà umana. Alla propaganda attesa si è aggiunta

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(fot. Fides)
Missioni catfoliche - Calice d'argento cesellato del sec. xvir. Pechino.

in questi ultimi tempi una più intensificata propaganda protestante che continua a infiltrarsi fra le masse cattoliche.

Di conseguenza, resa impossibile la partecipazione della parola di Dio nelle consuete forme tradizionali, si sono dovute studiare altre forme di predicazione per andare a cercare le masse, che disertavano la chiesa, nei luoghi dove esse sogliono raccogliersi o per il lavoro o per il divertimento. Donde diverse forme di predicazione che han preso l'aspetto di vera missione; e altre che, sotto il colore sociale o la figura di assistenza sociale e morale, hanno di mira la preservazione della fede e dei costumi.

Sorsero così opere varie di assistenza morale di categoria: ONARMO, Apostolato del mare, Assistenza delle mondarismo, ecc.; i cappellani degli stabilimenti industriali; l'Opera di S. Paolo, la Pro Deo, ecc.; congregazioni di religiosi laici, viventi nel secolo, e altre simili congregazioni femminili con lo scopo di assistenza degli operai e dei poveri, ecc. Tutto questo movimento e tutta questa fioritura di opere cattoliche ha per scopo soprattutto l'assistenza morale e religiosa di quelli a cui sono rivolte per portare la parola di Dio e la luce del Vangelo a chi ha smarrita la via della Chiesa e ricondurlo alla vera fede e alla pratica della vita cristiana. Né vanno dimenticate le temporanee peregrinationes Mariae, che sono una vera m. scuotitrice di coscienze assopite o smarrite.

Bibl.: Per la parte canonistica e tradizionale, V. i commenti ai citati e non. del CIC Cfr. inoltr. J. Haigroot, Le devoir de la pré-dication, in Rev. dioc. de Tournai, 2 (1947) pp. 133-135; G. L. Allgeier, The canonical obligation of preaching in parish churches. Washington 1949; H. D. Lavelle, The obligation of holding Sacred Missions in parishes, 1949. Andrea Gennaro