MODANATURA. - Denominazione che comprende tutte le membrature minori degli ordini architettonici.
Otto sono le principali m.: listello, tondino o astragalo, toro, echino, cauveto o guscio, gola diritta, gola rovescia, scozia; esse si dicono semplici o composte a seconda che il loro profilo è determinato da una sola curva geometrica o da due o più curve raccordate. Le m. che costituiscono le cornici, le basi e le imposte di colonne e di pilastri rispondono a particolari funzioni di separazione (listello, scozia), sostegno (echino, gola rovescia), riparo (cavetto, gola diritta). La minore o maggiore accentuazione delle singole m. deve essere studiata in rapporto alla luce e alle visuali: una luce forte e diretta produce ombre intense e richiede quindi profili meno acuti, mentre con una luce diffusa occorrono incavi profondi per evitare un effetto piatto e monotono; se la visuale è troppo ravvicinata si ricorre a particolari accorgimenti e deformazioni prospettiche. L'insieme di varie m. (toro, listelli, scozia nelle basi; listelli ed echino nel capitello dorico; gola diritta e rovescia, listello, cavetto nelle cornici, ecc.) determina il profilo di alcuni elementi architettonici. Mario Zocca
MODENA, ARCIDIOCESI di. - È situata sulla consolare Via Emilia, in fertile regione, fra i fiumi Secchia e Panaro. Capoluogo di provincia, metropolita di 22 sq. 1855, con suffragane Reggio Emilia, Carpi, Guastalla. Sede del tribunale ecclesiastico regionale emiliano. Le è unita in perpetuo l'abbazia di Nonantola (v.) dal 1 maggio 1926, già avuta in commenda dal 15 dic. 1820. Superficie kmq. 2200, con 340.500 ab. dei quali 340.000 cattolici. Parrocchie 218, sacerdoti diocesani 354, regolari 80; 14 comunità maschili e 26 femminili, 3 seminari: il maggiore, già con facoltà teologica, a M.; i minori a Nonantola e Fiumalbo. Patrono il veneratissimo vescovo di M. e taumaturgo s. Geminiano.
I. STORIA CIVILE
Si inizia con i Boi della Gallia cispadana. Nel sec. III a. C. passò ai Romani. Dall'88 a. C. fu teatro di assedi e lotte fra Pompeo e Bruto, Bruto e Marcantonio, Marcantonio e Ottaviano dando occasione a Cicerone (Philippica V, 9,5) di chiamare M. «firmissimam et splendidissimam populi Romani coloniam».Decadde essa pure nelle invasioni barbariche, ma cominciò a risorgere per merito del vescovo Leoncino (891) e di Matilde di Canossa. Libero Comune nel 1135-1228, poi dominio quasi ininterrotto degli Estensi, prima con il titolo di vicari imperiali poi di duchi, che nel 1598, perduta Ferrara, fecero di M. la capitale del Ducato. Nel 1860 fu annessa al Regno d'Italia.
II. CRISTIANESIMO E PRINCIPALI VESCOVI
Dell'antico vescovado di M., solo nel sec. IV si hanno sicure notizie, dominante dalla figura del grande vescovo s. Geminiano, amico dell'esule s. Atanasio e quasi certamente lo stesso «Geminianus» presente al Concilio di Milano del 390. Altri vescovi: Teodulo, ricostrutore della Cattedrale (sec. IV); Guidone, arcaicancelliere di re Berengario II e di Ottone I; Dodone, che presenziò la traslazione del corpo di s. Geminiano nella nuova Basilica (1106); Ardizzone, sotto cui Lucio III consacra il Duomo (1184); Alberto Boischetti, insigne per dottrina e pietà (m. nel 1264); Egidio Foscherari, membro illustre del Concilio di Trento; Giovanni Morone, cardinale, che eresse il seminario e fu l'ultimo presidente del Concilio di Trento; Roberto Fontana, che diede alle stampe il Sinodo tenuto nel 1647; Francesco Emilio Cugini, primo arcivescovo di M.; Natale Bruni, che fece ein questo senso. La vera tendenza della Curia romana peraltro è abbastanza chiara in papa Calli
MODENA, ARCIDIOCESI di "Fianco del Duomo e campanile detto "La Ghirlandina".
pubblicò il Sinodo del 1913 e costruì il tempio monumentale ai caduti (m. nel 1926).
III. ABBAZIE E SANTUARI
Oltre Nonantola (v.) fu importante l'Abbazia di S. Pietro, in M. città, di cui la prima memoria è del 983, quando l'idebando vescovo concede a prete Stefano il luogo "ubi iami Ecclesia beati Petri Apostoli fuit aedificata" per costruirvi un oratorio. Ad esso, nel 996, Giovanni, vescovo parmense, aggiunse un monastero che affidò all'Ordine benedettino. Il monastero prosperò, ebbe donazioni e chiese soggette, poi decade. Eugenio IV, nel 1434 lo affidò alla Congregazione di S. Giustina in Padova, e così tornò temporaneamente a rifiorire. Nel 1476 la fatiscente chiesa fu sospettata dall'attuazione, consacrata nel 1518, ricca di buone pitture e di plastiche del Begarelli. Oggi il monastero dipende dalla Congregazione di S. Paolo fuori le mura.Artistico il santuario di Fiorano a km. 20 da M. Sorse nel 1634 in onore di un'antica miracolosa immagine della Vergine, su disegno di L. B. Avanzini, nel vetusto castello omonimo, di cui si ha memoria del 1108. La facciata è sobria e slanciata, con due campanili, a cupola centrale; nell'interno la Chiesa, a croce greca, fu ridipinta dal Maialesta (1866).
IV. UOMINI ILLUSTRI
Gli umanisti card. Sadoleto (v.) e Giovanni Pico, conte della Mirandola (v.); il poeta eroicomico A. Tassoni (v.); il critico Lodovico Castelvetro (1505-71), l'anatomo Gabriele Falloppio (1523-62) e il musico Orazio Vecchi (1551-1605). Gli architetti Iacopo Barozzi, Vignola (v.), dal luogo di nascita in provincia di M., Guarino Guarini, teatino (1624-83), e Luigi Poletti (1792-1869), ricostruttore di S. Paolo a Roma. I pittori: Barnaba e Tommaso da M., Bartolomeo e Agnolo degli Erri, fra i primitivi; fra il sec. XV e il XVI, Francesco Bianchi, Bartolomeo Jonasia e Domenico Carnevali; nel 1500, Niccolò Dell'Abbate Francesco ed Ercole Setti; nel 1600, Bartolomeo Schienoni e Sigismondo Caula; nel 1700, Francesco Vellani; Adeodato Malatesta e Giovanni Muzzioli nell'800. Palastici: G. Mazzoni (m. nel 1518) e A. Begarelli (m. nel 1565). Storici: il filologo C. Signonio (m. nel 1584) e il sommo L. A. Muratori (v.). Archeologi: il sacerdote Celestino Cavedoni (1795-1865); v.) e Pietro Bortolotti (1818-94).V. ARCHIVI E BIBLIOTECHE
Archivio di Stato; Archivio storico comunale, costituito nel 1888; Archivio capitolare della Cattedrale, con 71 codici (il più antico del sec. VII) e 1200 pergamene, che iniziano dal 750; Archivio notarile che risale al 1271.La Biblioteca Estense è fra le più ricche d'Italia in codici miniati, manoscritti e libri rari. Ha origine dalla Libreria estense che, formatasi a Ferrara nella prima metà del 1400 e sviluppati sempre più, nel 1598 fu trasferita a M. ove ebbe bibliotecari insigni il Muratori ed il Tirasboschi. Principali fondi: il manoscritto estense e quello Campori con complessivi oltre 11.000 volumi e 142.000 autografi e documenti; l'Archivio muratoriano; la Sezione musicale. Opere a stampa: 1600 incunaboli, oltre 300.000 volumi e 60.000 opuscoli. Di particolare interesse è la Mostra permanente del libro, divisa in 4 sezioni: miniature, silografie, incisioni in rame, legature artistiche, con al centro la Bibbia di Borso (sec. XV). Le è unita la Biblioteca universitaria, con 65.000 volumi, 30.000 opuscoli, 5 incunaboli e 51 manoscritti.
VI. ISTITUTI CULTURALI
I. Università: dell'antico Studio si hanno notizie sin dal sec. XII; nel XIII lo resero celebre Ruggiero Beneventano e Guido da Suzzara. Solo però a Francesco II d'Este va il merito della fondazione di una "Universitas Studiorum" con sede nel Collegio dei Nobili (1663). Francesco III nel 1774 la fece rifiorire ed eresse l'attuale Palazzo universitario. Ha ora le Facoltà di medicina, farmacia, scienze fisiche e naturali, giurisprudenza e matematica. 2. Accademia di scienze, lettere ed arti in M., fondata nel 1680. Nel 1841 iniziò la pubblicazione delle Memorie, che hanno superato i 50 volumi. 3. Deputazione di storia patria per le province modenesi. Creata nel 1860, in unione con Parma, autonoma nel 1892, ha detto 22 volumi di Monumenti e 7 serie di Atti e memorie.VII. MONUMENTI
Il Palazzo Ducale, sede dell'Accademia militare; il Collegio S. Carlo, il Palazzo dei Musei, ove hanno sede il Museo lapidario, la Biblioteca Estense ed universitaria, il medagliere, l'Archivio storico comunale e la Galleria Estense ricca di dipinti dei Carracci, del Tintoretto, Veronese e Velasquez, ecc. Pregevole per l'omonima Galleria, il Palazzo Campori. Chiese artistiche: S. Domenico, S. Agostino, S. Bartolomeo e S. Pietro, ma specialmente il Duomo: in stile romanico lombardo, eretto a spese del popolo di M. e della contessa Matilde sopra l'area dell'antica Basilica del IV sec. Iniziato nel 1909, secondo il disegno dell'architetto Lanfranco "mirabili artifex, mirificus edificator", già nel 1106 papa Pasquale II vi consacrò nella cripta l'altare di S. Geminiano, come testimonianze iscrizioni coeve sul Duomo e la preziosa Relatio edita dal Muratori (RIS, VI, p. 85 sg.). A detta epoca appartengono: la porta pontificia, con proprie soste, due leoni romani e bassorilievi di Wiligelmo; altri bassorilievi di Wiligelmo sulla facciata e sulla porta dei principi, e quello famoso di Niccolò sulla porta della pescheria, con scene leggendarie del ciclo bretone di re Artù. Il 12 luglio 1184 il Duomo fu consacrato da papa Lucio III, come da contemporanea iscrizione. Al tempo dei Maestri Campionesi la Basilica fu arricchita del rosone sulla facciata e della grandiosa porta regia (Anselmo da Campione, sec. XIII). Nell'interno a forma basilicale, con 3 navate e 3 absidi, cripta e presbiterio, spicca il pontile, parapetto e ambone, con sculture dei fratelli Campionesi (1170-1220). Il coro, in tarsia, è di Cristoforo e Lorenzo da Lendinara (1465). La cripta, sorretta da 60 colonne di marmo, con capitelli lavorati, in gran parte romanici, custodisce l'arca marmorea del veneratissimo Geminiano, il cui quadro è ivi, opera di Bartolomeo Schedoni (1600). Con suo breve Pio XI (20 luglio 1934) dichiarò il Duomo basilica minore. Ghirlandina: artistica torre del Duomo, alta m. 86, costruita con grandi blocchi di marmo, ha, in stile romanico, i primi 5 riquadri; gotico è l'ottagono con cuspide, iniziato nel 1261, su disegno di Arrigo da Campione, e terminato nel 1319. Fino al
pubblico il Sinodo del 1913 e costrui il tempio monumentale ai caduti (m. nel 1926).
