MODENA, ARCIDIOCESI di - Sculture di Wiligelmo sull'architrave della Porta dei Principi (1099-1106). Scene della vita di s. Geminiano che va a guarire la figlia dell'imperatore Gioviano - Modena, Duomo.
in questo senso. La vera tendenza della Curia romana peraltro è abbastanza chiara in papa Callisto (217-22), il quale scomunicò bensì Sabellio, ma respinse parimenti le teorie spiegative di Ippolito come dietiste, per cui lo stesso Ippolito, suo acerrimo nemico personale, lo accusa d'ignoranza e di contraddizione. Appare così più che problematica la verità storica delle affermazioni modaliste che Ippolito gli attribuisce (Phil., IX, 12); tanto più se si tieni conto del fatto che un altro nemico di Callisto, Tertulliano, che lo accusa di tante mancanze, non allude però mai ad una sua convinienza con il m. Chiarissima ugualmente appare la stessa tendenza nel papa Dionisio (ca. 259-68), il quale invitò Dionigi, vescovo di Alessandria (m. nel 258) e discepolo d'Origene, a giustificarsi dall'accusa di essere caduto, nella sua lotta contro il sabbellismo libico, nell'esagerazione opposta, troppo separando le persone della Trinità (Atanasio, De decretis, 26: PG 25, 461 sg.).
I modulisti sparirono nel corso del sec. III e se taluni autori ortodossi posteriori si sono lasciati sfuggire espressioni tecnicamente imprecise, la loro ortodossia non può essere messa in dubbio; mentre se altri, Marcello di Ancira (v.), rinnovarono una notevole parte del sistema modalista, essi furono rigettati dalla Chiesa non appena la natura di questa loro posizione fu sufficientemente capita. Pertanto risulta vana l'accusa ariana tante volte ripetuta contro i cattolici che questi, difendendo l'omousios nicoen, fossero caduti nel sabbellianismo.
BIBL.: per una introduzione generale al m. e per la bibli. antecedente: A. Harnack, Monarchianismus, in Realencycl. für prot. Theol. u. Kirche, XIII, pp. 303-36; G. Bardy, Monarchianisme, in DThC, X, coll. 2193-2209; J. Lebreton, Le controversie romane alla fine del II sec. e all'inizio del III, in Fliche-Martini-Frutaz, II, pp. 87-98. In specie sull'antica dottrina della monarchia divina: E. Peterson, Der Monotheismus als politisches Problem, Lipsia 1935. Su Note, oltre agli studi sulla teologia di Ippolito (v.), cf. J. Dräske, Notes und die Noteianer, in Zeitschr. für wissenschaftliche Theologie, 46 (1937), pp. 213-232; V. Melchiorio, L'eresia noetiana, Napoli 1921; C. H. Turner, The blessed presbyters who condemned Noetics, in Journ. of theol. studies, 23 (1921-22), pp. 28-35; inoltre l'introduzione di P. Nautin all'ed. del Contra Noetum: Hippolyte contre les hérésies. Fragment, Etude et édition critique, Parigi 1949. Su Prasse: intorno alle singolari ipotesi fatte per l'identificazione di Prasse V.
Esser, Wer war Praxes?, Bonn 1910. Inoltre: Th. Hermann, Das Verhältnis von Novatians De Trinitate zu Tertullians Adversus Praxean, M.Urburg 1921; F. Loofs, Theophilus von Antiochian Adversus Marcionem und die andern theologischen Quellen bei Ireneus, Lipsia 1930, p. 119 sgg.; E. Evans, Tertullian's treatise against Praxeas introduction, text, commentary and notes, Londra 1948. Sulla posizione dei vescovi romani verso il m.: anon., Der Monarchianismus und die römische Kirche im dritten Jahrhundert, in Der Katholik, 32 (1905), pp. 1-15, 113-28, 182-201, 266-82; G. La Piana, The Roman Church at the end of the second century, in Harward theol. review, 18 (1925), pp. 201-77; B. Capelle, Le cas du pape Zephirin, in Rev. bénéd., 38 (1926), pp. 321-30.