MONTORSOLI, GIOVANNI ANTONIO. - Scultore, n. in Villa Montorsoli presso Firenze (donde derivò il nome) nel 1507, m. a Firenze il 31 ag. 1563. Giovanissimo, lavorò accanto a Michelangelo; è tuttavia ancora incerta la cronologia delle sue prime opere, come il monumento ad Angelo Aretino in S. Pietro di Arezzo e la tomba di Jacopo Sannazzaro in S. Maria del Parto a Napoli. Il 7 ott. 1530 rivestì l'abito dei Serviti nell'Annunziata di Firenze, e dal 1531 lavorò per la sagrestia nuova del S. Lorenzo, scolpendo il S. Cosimo.
Dopo il 1537 era a Volterra, e attendeva al sepolcro di Mauro Maffei, nel Duomo; poi, tra il 1540 ed il 1546, risulta attivo a Genova, dove eseguì opere per Palazzo Doria e per S. Matteo, fra le quali notevole il gruppo della Pietà. In quegli stessi anni dovette abbandonare l'abito religioso. Chiamato nel 1547 dal Senato di Messina per costruire la fontana dell'Orione nella piazza del duomo della città, ricoprì anche la carica di capomaestro scultore della Cattedrale, iniziando la serie degli Apostoli, molto danneggiata durante l'ultima guerra. Alla fontana dell'Orione, terminata verso il 1551, seguì quella di Nettuno. Allontanatosi da Messina in seguito all'Editto di Paolo IV contro gli apostoli e gli sfrattati, rientrò nell'Ordine nel 1557, ed eseguì, appunto per una chiesa dei Servi, a Bologna, l'altare maggiore. Nel 1561 ritornò a Firenze, dove rimase fino alla morte.
Il M. mostra fin dalle prime opere una personalità ricca ed inquieta, con accenti di enfasi e di sensualità quasi barocca. La maturità del M. si rivela pienamente negli impetuosi rilievi delle fontane messinesi, in cui elementi di squisita eleganza, come le naiadi caritati della coppa della fontana d'Orione, o d'intensa drammaticità, come la Scilla della fontana di Nettuno, si innestano in una prodigiosa struttura architettonica.