MOROSINI, FAMIGLIA. - Una delle più ragguardevoli famiglie di Venezia, i cui membri nel corso dei secoli ricoprirono varie volte le più importanti cariche pubbliche. Essa ebbe quattro dogi: DOMENICO, dal 1148 al 1156, il quale affermò il predominio della Repubblica nell'Adriatico; MARINO, dal 1249 al 1253, che condusse una politica di pace, aliena da ogni eccessivo dispendio di energie in operazioni belliche; MICHELE, figlio del precedente, dal 10 giugno al 15 ott. 1382; FRANCESCO, dal 1688 al 1694,
inglese; pur in mezzo a tanti affari aveva atteso con zelo al governo delle sue diocesi, specie in quella di Modena dove radunò tre sinodi.
Oltre la Difesa si hanno lettere di M. in diverse raccolte; i dispacci diplomatici, importantissimi, in Nuntia-turberichte aus Deutschland (I, II, IV, VI; III, I, Gotha 1892-1908; parzialmente [periodo 1536-41] in H. Lämmer, Monum. Vatican., Friburgo in Br. 1861, V. indice).
il più noto di tutti, marinaio ed uomo di guerra, l'eroico difensore di Creta nel 1666 ed il riconquistatore della Morea dal 1684 in poi, impresa per la quale fu chiamato «Il Peloponnesiaco». Tra gli ecclesiastici vi furono il b. GIOVANNI (sec. X), che donò ai Benedettini l'Isola di S. Giorgio Maggiore, e fu in seguito abate di quel convento; TOMASO, dal 1205 al 1211, primo patriarca latino di Costantinopoli; PIETRO, docente utriusque iuris allo Studio di Padova, creato cardinale nel 1408 da Gregorio XII, e riconosciuto tale da Martino V; GIANFRANCESCO, amico di Filippo Neri, il quale dopo una brillante carriera diplomatica al servizio della Serenissima, che rappresentò a Torino, a Madrid, in Polonia e a Costantinopoli, abbracciato lo stato ecclesiastico, fu nunzio a Parigi, ebbe il cardinalato nel 1588 da Sisto V ed amministrò da vescovo la diocesi di Brescia per sei anni, dal 1590 al 1596, fino alla morte sopravvenuta a 59 anni d'età.