MUSSET, ALFRED de. - Poeta romantico francese, n. 1711 di. 1810 a Parigi, 1811 in. 11° maggio 1857. Identificò nell'amore l'ideale della vita e della poesia e, privo d'interesse per ogni altro problema, anche di fronte a quello religioso manifestò un assenteismo che talora, sotto influenze diverse, cedette il posto a verbale partecipazione panegirica.
Pubblicò nel 1830 i Contes d'Espagne et d'Italie che, accanto a una Spagna e a una Italia di convenzione, presentano la rottura con la precettistica classica nell'uso della lingua e dei metri e una ribellione alla morale tradizionale cristiana. Del 1833 sono: il suo secondo volume di versi Un spectacle dans un fauteuil; André del Sarto; Fantasio; Les caprices de Marianne (commedie in prosa). Dànno la misura del suo talento drammatico: Lorenzaccio (1834) e On ne badine pas avec l'amour (1834). Nelle altre commedie in prosa La quenouille de Barberine (1835) e Il ne faut jurer de rien (1836), l'elemento romantico viene temperato dalla grazia, l'umorismo arguto e il brio che formano la bellezza delle commedie mussettiane, tra le quali perfetta è Le chandelier (1835). Il romanzo Contessione d'un enfant du siècle (1836), che riflette il tempestoso amore di M. con George Sand, è imperniato sul «male romantico» che già trovasi delineato nel poemetto Rolla (1833). Preghevoli per profonda umanità e forma disinvolta sono i racconti e le novelle in prosa. La poesia di M., anche se scorrevole, è in genere soffocata dall'enfasi e dalla retorica, ma nei grandi componimenti quali La lettre d'Lanartine (1836), le Nuits (1835-37), il bellissimo Souverain (1841) il poeta raggiunge momenti di lirismo appassionato, e d'altro canto l'arte si manifesta anche in poesie leggere come Le lever (1829), Madame la Marquise (1829), La chanson de Barberine (1836), Rondeau (1842) dove fantasia, tenerezza e scherzo s'intrecciano armoniosamente.