NICETA DI REMESIANA. - Così denominato dalla città all'oriente di Nisch in Serbia. Vescovo ed amico di Paolino di Nola (v. Fabre, St Paulin de Nole et l'amitié chrétienne, Parigi 1949, p. 221 sg). Autore di inni ecclesiastici, interessato al canto ecclesiastico.
Della sua opera principale: 6 libretti «instructions» (ad competentes) si è conservato interamente solo il I. V De symbolo (ed. Burn, V. BIBLICA., p. 38 sg.), importante per la storia della interpretazione del Simbolo (v. F. Kattenbusch, Das apostolische Symbol, Lipsia 1894-1900, V. indice). Del I libro «qualiter se debeant habere competentes» (Burn, p. 6 sg.) esistono 3 frammenti; del II «de fide unicae maiestatis» (Burn, p. 10 sg.) due frammenti lunghi (polemica contro ariani e macedoniani). Del IV: «adversus genethliologiam» e del VI: «de agni paschalis victimi», non ci sono nemmeno frammenti. Gennadio (De viris illustribus, 22) loda il «simplex et nitidus sermo» dell'autore. Inoltre sono da attribuire a N. due sermoni «de vigiliis servorum dei» e «de psalmodiae bono» ed il piccolo trattato: «de diversis appellationibus [Christi]». Gennadio conosce di N. «Ad lapsam virginem». Molti l'identificano con lo scritto pseudo (?) ambrosiano, De lapsu virginis consecratae (PL 16, 367-84, ed edizione di I. Cazzaniga, Incerti auctoris, De lapsu Susannae [de lapsu virginis consecratae], Torino 1948). L'attribuzione a N. dell'inno: Te Deum laudamus (ipotesi di G. Morin e di Burn) non sembra giustificata.
