NICOLAS, JEAN-JACQUES-AUGUSTE. - Apologista, n. a Bordeaux il 16 genn. 1807, m. a Versailles il 17 genn. 1888. Dopo una giovinezza svogliata, si diede con passione allo studio del diritto a Tolosa (1828). Nel 1849 fu assunto da Falloux come capo di divisione nel ministero dei culti; nel 1854 venne Fu lui, inoltre, a proporre e poi sempre più a sostenere la
celebre distinzione di «fatto e diritto», caratteristica della mentalità e dell'azione giansenista, secondo la quale si poteva sostenere che le «cinque proposizioni» di Gian-senio, quali si leggevano estratte nell'opera del p. Corneert, erano eretiche, ma non lo erano in realtà in Giansenio stesso; poteva ben dirsi che il Papa era infallibile in diritto, ma non lo era sempre in fatto; e che il giansenismo era eretico in quanto fondato sulle proposizioni ad esso con-testate, ma non lo era in effetti, in quanto tali proposizioni avevano tutt'altro valore da quello creduto e tutto ridu-cevasi, in sostanza, ad un fantasma esco-gitato dagli avver-sari della dottrina agostiniana e della sana tradizione mo-rale. Il N. parteci-pò vivamente alla polemica suscitata dalle Provinciali di Pascal, con gli scrit-ti Tredecim theolo-gorum vota (1657), Belga percontator (apparso sotto lo pseudonimo di Fran-ciscus Profuturus), Disquisitiones sex Pauli Irenei (1657); il N. tradusse inol-tre in latino le Pro-vinciali (Ludovici Montalti Epistolae, sotto lo pseudoni-mo di Guglielmo Wendrock, 1658), onde farle meglio conoscere. Dopo un lungo viaggio nel-le Fiandre e nella Re

Nicollet, diocesi di - Veduta aerea della Cattedrale, del vescovado, della scuola dei Fratelli delle scuole cristiane, della Casa madre delle Suore dell' "Assomption de Marie e dell' Istituto delle Suore Grigie di N. e del Seminario.
nania, nel 1658 il N. tornò di nuovo a fianco dell'Ar-nauld, e si offrì in aiuto per vari scritti ed iniziative altrui. Collaborò infatti all'Apologie pour les religieuses de Port-Royal (1664) di M. de St-Mart e, più tardi, al celebre Nuovo Testamento detto di Mons, iniziativa di M. de Sacy, ma, in effetti, opera collettiva del gruppo portorea-lista: tale traduzione, proibita in Francia, uscì poi in Belgio, a Mons, nel 1667. Quando nel 1663 Alessandro VII ordinò a tutti i vescovi la firma, senza distinzione tra «fatto» e «diritto», dei formulari, egli sostenne la causa dei vescovi di Pamiers, Aleth, Beauvais ed Angers che rifiutavano la firma. La distinzione tra «fatto» e «diritto» venne allora sviluppata dal N. nelle dieci Lettres sur l'hérèsie imaginaire (1664-65) imitazione delle Provinciali di Pascal in cui si esaminavano pure le questioni controverse cui la polemica antigiansenista aveva dato origine. La «pace della Chiesa» stabilita da Clemente XI in accordo con Luigi XIV (23 ott. 1668), con cui si concedeva ai refrat-tari di firmare il «diritto» riservandosi sul «fatto», sembrò essere una riaffermazione pratica della validità dei principi e dei metodi cari al N. il quale si volse allora a combattere più intensamente la dottrina protestante sull'Eucaristia: da una polemica con un pastore calvinista sorse uno scritto sulla continuità della fede cattolica intorno all'Euca-ristia (detto Petite perpétuité, 1664), ripreso ed ampliato in Perpétuité de la foi touchant l'Eucharistie (più noto come la Grande perpétuité, 1669, 1672, 1676, 3 voll.). Tale opera fu sovente attribuita all'Arnauld, ma questi in realtà non ne aveva scritto che la prefazione.
Assai ostile si mostrò l'arcivescovo di Parigi Francesco de Harlay, perciò intimorito il N. lasciò Parigi per il Belgio. Qui il 10 luglio 1679 incontrò l'Arnauld; ma non volle saperne di seguirlo in Olanda. I due antichi amici si lasciarono affettuosamente; ma il N. seguiva ormai una via diversa da quella dell'amico. Indirizzò infatti all'arci-vescovo di Parigi una lettera di completa sottomissione; dopo lunga attesa e varie peregrinazioni, ricevette il 17 maggio 1683 il permesso di ritirarsi a Chartres. Qui trascorse l'ultima parte della sua vita, lavorando a varie opere di teologia, di morale, di polemica anticalvinistica. Nel Système de la Grâce générale (1691), contro la tesi che Dio, causa del tutto, possa essere considerato pure causa di rovina per i dannati, sviluppava l'idea di una «Grazia generale» data a tutti e sufficiente, in diritto, per salvarsi, anche se, di fatto, per il peccato originale occorra una «Grazia speciale» di Dio, sovrapposta alla prima e sola efficace per salvarsi. L'Arnauld, prima, anche se in modo amichevole, e il Quesnel poi, criticarono quella teoria, sostenendo che se la natura è comune per tutti gli uomini, la Grazia è data a qualcuno soltanto e quindi non può parlarsi di Grazia «generale». La morte colse il N. intento a redi-gere vari lavori, fra cui le Instructions théologiques rimaste interrotte. L'opera più celebre è tutta- via Essais de morale (sotto lo pseudoni-mo di Mombringy, 6 voll. in tutto: I-IV, 1671-78; V-VI, postumi, 1700-14) in cui sono toccati, con finezza psicolo-gica ed alla luce di una grande, an-che se pessimistica, visione morale, i vari problemi della vita e dell'educazio-ne cristiana. Vide pure con diffidenza le manifestazioni della grande corrente mistica a lui contemporanea, di cui lo impressionarono soprattutto certe forme aberranti, e combatté i quietisti nella Refutation des principales erreurs des quiétistes (1695). La sua visione moralistica ed antimistica della vita è riassunta nel Traité de la prière (1694).
XII. Franco Bolognani NICOLET, DIOCESI di
La diocesi di Trois Rivières, già smembrata nel 1874 per formare la diocesi di Sherbrooke (Québec) e ingrandire quella di S. Giacinto, e di nuovo per la creazione del vica-riato apostolico di Pontiac, fu smembrata una terza volta nel 1885, quando il papa Leone XIII eresse, il 10 luglio, dopo alcuni anni di trattative, la nuova diocesi di N. sulla riva meridionale del fiume S. Lo-renzo; N. divenne allora suffraganea di Québec, mentre dal 1951 lo è di Sherbrooke. Suo primo vescovo fu mons. E. Gravel (1885-1904). La Cattet-rade è dedicata a S. Giovanni Battista.N. conta oggi una popolazione di 126.061 ab., dei quali 124.862 cattolici di lingua francese e 271 di lingua inglese. I sacerdoti diocesani sono 219 e i religiosi (Mont-ortani e Missionari del S. Cuore di Issoudun) 20. La diocesi ha due collegi classici, 76 parrocchie, 81 chiese e cappelle, 3 ospedali e 1 orfanotrofio.
1863