NICOLAS, JEAN-JACQUES-AUGUSTE

NICOLAS, JEAN-JACQUES-AUGUSTE. - Apologista, n. a Bordeaux il 16 genn. 1807, m. a Versailles il 17 genn. 1888. Dopo una giovinezza svogliata, si diede con passione allo studio del diritto a Tolosa (1828). Nel 1849 fu assunto da Falloux come capo di divisione nel ministero dei culti; nel 1854 venne

nominato ispettore delle biblioteche; dal 1850 al 1877 percorse vari gradi della magistratura.

Divenne apologista, tra i più noti del sec. XIX, per una circostanza fortuita: avendo suo cognato perduto un figlio, N. fu pregato di consolarlo con uno scritto, che spiegasse le ragioni intime delle speranze cristiane: nacquero così le Etudes philosophiques sur le christianisme (Bordeaux, in fascicoli, 1842, poi in 4 voll., 1842-45), che ebbero un successo straordinario (varie traduzioni e 26 edizioni francesi vivente l'autore).

Dopo l'insospettato esito del suo primo lavoro, il N. si consacrò totalmente alla difesa della fede cattolica, scrivendo altre numerose opere, che gli furono suggerite dalle diverse correnti di pensiero che percorsevo la Francia nel sec. XIX: Du protestantisme et de toutes les hérésies dans leur rapport avec le socialisme, précédé de l'examen d'un écrit de M. Guizot (Parigi 1852): al Guizot, che aveva patrocinato una coalizione di cattolici e di protestanti contro il pericolo del nascente socialismo, il N. rispose mostrando nel protestantesimo le radici profonde dell'errore che si voleva combattere. Nelle successive edizioni arricchì il volume di importanti capitoli sulla tendenza individualistica del protestantesimo. Dal 1855 al 1860 uscirono le Nouvelles études philosophiques sur le christianisme, che il N. compose come scioglimento d'un voto alla Madonna; ne risultò una mariologia di grande respiro, destinata ad esercitare un largo influsso: La Vierge Marie dans le plan divin (Parigi 1855); La Vierge Marie dans l'Evangile (ivi 1857); La Vierge Marie vivant dans l'Eglise (2 voll., ivi 1860). Contro la Vie de Jésus del Renan scrisse il brillante volume: La divalité de Jésus-Christ: démonstration nouvelle tirée des dernières attaques de l'incrédulité (ivi 1864). Tra le molte opere, che con lena crescente redasse fino alla tarda vecchiaia, va ricordato un gioiello dell'apologetica nel senso più vero: L'art de croire ou préparation philosophique à la foi chrétienne (2 voll., ivi 1866): vi dimostra il bisogno di credere (per gli increduli), le ragioni e i mezzi di credere (per i tentennanti), la felicità di credere (per i credenti).

L'apologetica del N. non è profonda e pertanto non resiste alla critica (soprattutto per quanto concerne i dati storici presi dalle religioni); fondamentalmente ortodossa, è percorsa da leggere venature di tradizionalismo e di fideismo; redatta però in uno stile fascinoso da uno spirito geniale, presenta ancora reali buone qualità. L'opera fece del bene e meritò larghi consensi, anche dalle più alte gerarchie, perché il laico cattolico, ma non teologo, che fu il N., percorrendo i vecchi sentieri della teologia ne descrisse le bellezze con sfumature più umane e più vive, discoprendovi qualcosa di meno appresso e di meno ripetuto: la dottrina antica vi appare più nuova e più vicina agli uomini di quel tempo e di quel mondo.

BIBL.: P. Lepeyre, A. N., sa vie et ses oeuvres, Parigi 1892; J. Bellamy, La théologie catholique au XIXe siècle, 2ª ed., Parigi 1904, pp. 26, 49; E. Bire, Etudes et portraits, 2ª ed., Parigi-Liège 1913, pp. 289-311; L. Dumolin, A. N., s.n.t.; J. Carreyre, s. V. in DThC, XI, coll. 548-55 (con esame di altre opere qui non ricordate). Antonio Piolanti
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“NICOLAS, JEAN-JACQUES-AUGUSTE.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 1090. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/nicolas-jean-jacques-auguste.