NOTKERO

NOTKERO. - Detto « Labeone » per le sue grosse labbra. Monaco di S. Gallo, il terzo e il più illustre di questo nome, capo di quella famosa scuola claustrale, da lui portata al massimo splendore. Nato intorno alla metà del sec. X, m. il 26 giugno 1022 di peste. Fu chiamato « nostrae memoriae hominum doctissimus ». La sua opera consta esclusivamente di traduzioni di classici latini e specie di quelli che si usavano come lettura scolastica.

Tra le molte versioni da lui composte sono degne di nota la Consolazione della filosofia di Boezio, le Nozze della filosofia e di Mercurio di M. Capella, il commento di Boezio alle Categorie e all'Ermeneutica di Aristotele, i Salmi, il libro biblico allora più letto e quello, anzi, su cui si imparava a leggere, con le dichiarazioni di s. Agostino, ed altri di minor conto. S'egli abbia anche composto una traduzione delle Bucoliche, del De moribus di Catone e dell'Andria di Terenzio, è tuttavia dubbio, ma è certo che alcuni suoi lavori finiti andarono perduti, fra i quali pare che fosse anche una traduzione di Giobée. Il metodo seguito da N. nel volgarizzamento dei testi classici costituisce una straordinaria innovazione nella didattica del suo tempo. Mentre, cioè, per l'addietro, nella scuola di S. Gallo non si erano usate se non semplici glosse soprascritte o interlineari, N. compose per primo ver-

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NOTO, DIOCESI di - Facciata del Duomo (sec. XVII).
(fot. Enit)
sioni complete, che sono nello stesso tempo spiegazioni e delucidazioni del testo, per cui più che traduzioni complete possono dirsi interpretazioni commentate dei modelli latini in lingua tedesca. L'importanza di una tale opera è, naturalmente, più che nel suo valore ermeneutico, nel campo filologico. Abilissimo e paziente studioso della parte fonetica e morfologica della lingua tedesca, sicché egli potrebbe dirsi il primo grammatico tedesco dopo il grande Rabano Mauro, N. apportò alcune notevoli innovazioni ortografiche, quali l'accentuazione di tutte le vocali toniche - il circonfesso sulle lunghe, l'acuto sulle brevi - e la cosiddetta legge delle consonanti iniziali o « canone di N. » secondo la quale l'esplosiva tenue iniziale (p. t. h.) si muta in media (h. d. g.) dopo una parola uscente in vocale o in liquida: innovazione, quest'ultima, che, mentre mostra un punto della Lautverschiebung spiegabile con criteri fisiologici, testimonia in N. uno spirito di osservazione straordinario per quel tempo. Per questa sua predilezione della lingua volgare, che a lui stesso parve quasi ardimento quando affermò di avere tentato rem paene inusitatam, per la ricerca appassionata della sua purezza e della sua precisione grammaticale in un'età in cui tanto profondo e generale era l'influsso del romanesimo sulla vita spirituale della Germania che perfino i temi dell'epica popolare si rivestivano di esametri latini, si può dire che egli rinnova e continua la tendenza dell'età carolingia, ond'ebbe a buon diritto dai posteri il titolo di « Teutonico ». Disgraziatamente, in questa sua opera egli rimase solitario, né ebbe continuatori neppure fra i migliori suoi discepoli.

BIBL.: P. Hoffmann, Die Mischprosa Notkers des Deutschen, Berlino 1909; Manitius, II, pp. 694-9; G. Ehrismann, Geschichte der deutschen Literatur, II, 2ª ed., Monaco 1932, pp. 416-58. Bruno Vignola
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“NOTKERO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 1144. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/notkero.