NORIS, ENRICO. - Teologo e cardinale agostiniano, n. a Verona il 29 ag. 1631, m. a Roma il 23 febbr. 1704. Religioso nel 1646, fu a Roma, poi reggente degli studi a Pesaro (1658-62), a Perugia (1662-64), a Firenze (1664-66), finalmente a Padova (1666-72). Durante questi anni compose l'Historia pelagiana (Padova 1673), ampia trattazione espositivo-polemica della dottrina soteriologica del vescovo d'Ippona, male interpretata non solo da Baio e Gian-senio, ma anche, secondo il N., dai loro avversari.
Chiamato da Cosimo III di Toscana, si portò a Firenze, dove fu nominato teologo del Granduca, precettore del figlio, Gian Gastone, e professore di storia ecclesiastica nell'Università di Pisa (1674-92). Nel 1675 Cristina di Svezia lo nominò socio della sua Accademia romana e chiese a Clemente X e poi a Innocenzo XI la venuta del N. a Roma, ma egli si rifiutò sempre, perché in Toscana poteva dedicarsi con più libertà ai suoi studi; soltanto nel 1692 cedette per ordine di Innocenzo XII, il quale nello stesso anno lo nominò primo custode della Biblioteca Vaticana. Nel 1695 fu creato cardinale.
Fu il N. uno dei maggiori eruditi del sec. XVII, ammirato dal Lupus, Mabillon, Montfaucon, Papebroch, Magliabechi, Muratori, per le sue vaste e sicure conoscenze in storia sacra e profana, archeologia, cronologia, e numismatica, frutto di tenace memoria e indefesso lavoro, che spesso protraeva fino a 14 ore al giorno.
Le sue opere furono stampate, per la maggior parte tra il 1673 e il 1700; uscirono poi, a cura dei fratelli P. e G. Ballerini, le Opera omnia (4 voll., Verona 1729-32, con il vol. V, Mantova 1741). Il I vol. comprende le opere teologiche: Historia pelagiana (coll. 1-538); Dissertatio historica de synodo V oecumenica (coll. 549-854); Vindiciae augustinianae (coll. 865-1296); in questa terza opera il N. espone e difende la sua interpretazione della dottrina agostiniana sulla concupiscenza, le virtù degli infedeli,
la predestinazione e l'efficacia della Grazia; il che suscitò accuse di baianismo e giansenismo; ma ne fu dichiarato immune dopo ripetuto esame (1695). N. rispose ai suoi avversari con scritti apologetici (coll. 1297-1506). Delle opere contenute negli altri quattro volumi, sono da ricordare: Historia controversiae de uno e Trinitate passo; Apologia monachorum Scythiae; Historia donatistarum ex morisianis schedis excerpta; Istoria delle investiture; 204
lettere in materie erudite. L'epistolario resta in parte inedito, nonostante il contributo di L. G. Pelissier, Le card. H. de N. et sa correspondance, in Studi e documenti di storia e di diritto, 11 (1890), pp. 25-64, 253-332. Buona edizione delle opere teologiche è quella di Bassano 1769 (3 voll. in-fol.), con utili osservazioni di G. L. Berti; le Vindiciae anche in PL 47, 573-882.