ORA SANTA. - riparazione (v.) al S. Cuore di Gesù, originata dalle rivelazioni di Paray-le-Monial, quando Gesù domandò a s. Margherita Alacoque di alzarsi tutti i giovedì fra le undici e la mezzanotte, e passare un'ora a pregare unendosi alla sua agonia nel giardino degli Olivi, con la faccia a terra, a placare l'ira divina e implorare il perdono per i peccatori (*Vie et oeuvre*, II, 72).
La santa vi fu fedele fino alla morte. L'o. s. si diffuse presto, specialmente negli Istituti religiosi. Nel 1829 il gesuita p. Debrosse fondò a Paray la Confraternita dell'O. S., approvata ed indulgenziata da Pio VIII. Gregorio XVI estese l'indulgenza plenaria ai fedeli del mondo intero, a condizione che fossero iscritti nel registro dei confratelli. Leone XIII elevò poi l'associazione ad arciconfraternita (6 apr. 1886) cui Pio X accordò il privilegio di affilarsi le confraternite dello stesso nome nel mondo intero mentre la pia preghiera (v.). Poiché scopo del culto del S. Cuore è stabilire il trionfo del suo regno d'amore nel mondo, l'o. s. si è estesa non solo nelle forme private e domestiche, ma pubbliche e solenni dinanzi al S. mo Sacramento esposto nelle chiese.
Consiste in un'ora di preghiere meditate, che hanno per oggetto l'agonia del Signore nell'orto del Gethsemani, possibilmente tra le undici e le dodici di notte; tuttavia, per favorire questo pio esercizio la Chiesa ha autorizzato i fedeli ad anticiparla all'ora in cui si può iniziare la recita del Matutino nell'Officiatura divina.