ORIANI, BARNABA. - Astronomo e sacerdote, n. 17 luglio 1752 a Garegnano (Milano), m. il 12 nov. 1832 a Milano. Figlio di poverissimi genitori, la sua intelligenza fu notata dai Padri di quella Certosa, che l'avviarono agli studi, presso i Barnabiti di Milano.
Vestito l'abito sacerdotale, entrò nell'Osservatorio di Brera e successo nel 1777, come astronomo, a Lagrange. Dopo la scoperta del pianeta Urano da parte dello Herschel nel 1781, l'O. accumulò tutta una serie di osservazioni su di esso che gli valsero gran fama in tutta l'Europa, tanto che nel 1796 il Bonaparte, entrato in Milano, gli indirizzò una pubblica lettera, esortandolo a fargli presente le necessità degli scienziati milanesi, pronto ad assicurare una agiata sistemazione in Francia a tutti coloro che vi si volessero recare. L'O. gli replicò dignitosamente che gli uomini di studio venivano onorati anche dal passato governo e si lamentò del fatto che anzi, con l'arrivo dei Francesi, fosse cessato il pagamento dei loro stipendi. Protestò anche in seguito contro la disposizione della Costituzione esemplare che decretava il giuramento per i pubblici funzionari. Deputato per il Liceo di Brera ai comizi di Lione nel 1801, fu nominato l'anno successivo direttore dell'Osservatorio milanese. Senatore nel 1809, Napoleone gli offere anche il portafoglio della Pubblica istruzione che l'O. rifiutò. Su proposta del Lapace l'Imperatore lo incaricò nello stesso anno di misurare le latitudini di Roma e di Rimini, operazione fondamentale per condurre a termine la carta generale del Regno d'Italia, iniziata dietro suo ordine. Nel campo dell'astronomia e della geodesia l'O. fu tra i sommi ingegni del suo tempo.