ORSI, PAOLO. - Archeologo, n. a Rovereto il 18 ott. 1859 e ivi m. l'8 nov. 1935. Professore nel Liceo-Ginnasio di Alatri, fu poi vice bibliotecario alla Nazionale di Firenze.
Dal 1878-89 la sua attività scientifica fu dedicata alle antichità del Trentino; nel 1888, in collaborazione con F. Halbherr, studiò l'antro di Zeus Ideo in Creta. Nel 1889 fu destinato al Museo archeologico di Siracusa dove subito iniziò studi e ricerche sulle origini e l'evoluzione della civiltà sicula e sulle relazioni fra Sicani e Siculi, dimostrando essere i primi venuti nell'Isola dal mare, e i secondi dal continente. Suoi primi saggi furono l'illustrazione della stazione neolitica di Stentinello (Bull.
di paletnologia, 1890) e quelle delle necropoli sicule di Melilli e del Pammiro (ibid., 1891). La sua prima grande monografia fu sulla necropoli di Megara Hyblaea (Monum. Ant. dei Lincei, I, 1892).
Prima sua campagna sistematica di scavo fu l'esplorazione della necropoli del Fusco, presso Siracusa (Not. Scavi, 1893). Fra gli innumerevoli studi prodotti dalla sua mirabile attività in Sicilia ed in Calabria vanno ricordati: la memoria sulle necropoli sicule di Pantalica e Cassibile (Monum. Lincei, IX, 1899), le relazioni sulla necropoli arcaica di Gela (Notizie Scavi, 1901; Monum. Lincei, XVII, 1906) e la monografia su Locri Epizephiri (Boll. d'arte, 1909) e quella monumentale sull'Atheneion di Siracusa (Monum. Lincei, XXV, 1919). Scendendo nei secoli, non rinunciò a percorrere i recessi delle gallerie cimiteriali cristiane di Siracusa e ad illustrarle (Notizie Scavi, 1893-95; Röm. Quartalschrift, 1896). Studiò anche altri cimiteri cristiani della Sicilia, alcuni dei quali spettanti a sette eretiche (Röm. Quartalschrift, 1899); i suoi studi in tal campo furono di base all'opera di J. Führer (v.). Pubblicò una miscellanea cristiana sicula nel Nuovo Bull. di Archeol. crist., 1903, ed un Manipulus epigraphicus christianus in memoria di G. B. De Rossi (in Memorie della Pont. accad. rom. di archeol., nuova serie, 1 [1923], pp. 113-22). Spinse le sue indagini fino allo studio delle chiese niliane di S. Adriano in S. Demetrio Corone, del Patirion di Rossano (Boll. d'arte, 1921-23) e delle chiese bizantine della Calabria in genere (Collezione meridionale, 1928, p. 337, fig. 190); curò personalmente il restauro della Cattolica di Stilo. Fu senatore e socio nazionale dell'Accademia dei Lincei. Studioso di pronto intuito, di varia e profonda dottrina, sicuro nel metodo delle indagini, i suoi scritti ammontano ad oltre 400 e nel loro complesso formano un cospicuo contributo individuale al progresso delle discipline archeologiche e storiche.