PAOLINO di SAN BARTOLOMEO. - Al secolo Filippo Weszdin, carmelitano scalzo, missionario e orientalista, n. il 25 apr. 1748 in Hof an der Leitha (Austria inferiore), m. a Roma il 7 febbr. 1806. Nel 1776-80 lavorò nella missione del Malabar come missionario, poi come rettore del seminario per il clero indigeno, quindi come vicario generale del vescovo e visitatore apostolico, e si acquistò tanta conoscenza delle lingue, dei costumi e delle opinioni religiose di quei popoli, che per le sue opere su queste materie, specialmente per la sua grammatica della lingua sanscrita (la prima pubblicata da un europeo) venne in fama di vero pioniere nel far conoscere l'India all'Europa. Richiamato a Roma (1790) per attendere alla stampa di libri malabarici, fu professore di lingue orientali nel Seminario delle missioni (1790), prefetto del Collegio urbano di Propaganda Fide, quindi rettore del suddetto Seminario (1803).
Le sue opere principali sono: Systema Brahmanicum liturgicum mythologicum civile (ivi 1791); Alphabeta Indica (ivi 1791); Centum adagia Malabarica cum textu originali et versione latina (ivi 1791); Examen historico-criticum codicum Indiorum Bibliothecae S. Congr. de Prop. Fide (ivi 1792); Musei Borgiani Velitris codicei manuscripti Avenes, Peguani, Siamici, Malabarici... (ivi 1793); Mumiographia Musei Obizioni (ivi 1799); Monumenti indici del Museo Naniano illustrati (ivi 1799); Vydcarana, seu locupletissima Samscridamicae linguae institutio (ivi 1804); Vitae synopsis Stephani Borgiae, S. R. E. cardinalis... (ivi 1805).
Ambrogio di Santa Teresa