PAPIROLOGIA. - È APPIARIO (v.) sia dal punto di vista paleografico, sia dal punto di vista del loro contenuto; fatta astrazione dai papiri medievali, essa si occupa dei papiri antichi
scritti in varie lingue, egiziana antica (caratteri ge- roglifici, ieratici, demotici e copti), aramaica, persiana, greca, latina, araba; sono prevalenti i papiri greci.
La maggior parte proviene dall'Egitto; Dura Eúropos (v.) sulla riva destra dell'Eufrate, o dalla Pale- stina o dal Sinai; un gruppo notevole, carbonizzato, fu scoperto ad Ercolano. Si tratta di una scienza che si può dire recente, in quanto i papiri di Ercolano furono trovati nel 1752 e il primo papiro proveniente dall'Egitto pervenne in Europa nel 1778. Solo dopo la spedizione di Napoleone in Egitto, del 1798, si manifestò l'interesse per queste scoperte e numerosi testi cominciarono ad affluire nei musei e nelle biblioteche a Torino, a Parigi, a Berlino, a Leida, a Roma (Vaticano); gli scavi sistematici in Egitto per la ricerca dei papiri furono iniziati nel 1883 da Flinders Petrie e da allora furono proseguiti ed intensificati ad opera non solo di inglesi, ma di tedeschi, di francesi, di italiani e ultimamente anche di americani, mentre parecchi corpi scientifici in Europa e in America si procurarono collezioni di papiri e ne pubblicarono serie numerose e importanti. Dal 1921 apparvero anche papiri greci e latini dagli scavi di Dura Eúropos e in Palestina ad 'Avigia al-Hafir si scoprì la collezione Colt.
Poiché i papiri in numero di parecchie decine di migliaia si riferiscono quasi ad ogni atto della vita vissuta dagli antichi, soprattutto in Egitto e specialmente dal sec. IV a. C. al x d. C., è evidente che essi portano un contributo della massima importanza alla filologia e alla storia dell'antichità e soprattutto alla storia del diritto, dato che i papiri documentari prevalgono di gran lunga su quelli letterari.
In particolare, essendo l'Egitto uno dei paesi più di- rettamente collegati in ogni tempo con la Palestina, prima, durante e dopo la nascita di Cristo, i documenti papiraci (e con essi gli ostraca, le pergamene e le tavolette care- conservate insieme con essi) forniscono importanti materiali di studio, sia per analogia di paese e sia perché le co- munità cristiane in Egitto si moltiplicarono ben presto e fiorirono, approfittando della stessa espansione ebraica nella valle del Nilo; l'Egitto infatti fu il rifugio di Gesù con la Vergine e s. Giuseppe durante la persecuzione di Erode ed ebbe certamente i primi riflessi della predicazione cristiana, mentre più tardi i deserti di Nitria, del medio Egitto e della Tebaide accolsero le prime comunità monacali dei seguaci di s. Antonio abate e di s. Pacomio. Si tenga poi presente che Alessandria, fra il sec. II e il III d. C., fu sede di studi cristiani, e si ricordi il didascalione legato qui soprattutto al nome di Clemente Alessandrino; sarà anche da osservare quanto siano state importanti in Egitto le lotte eretiche, che rievocano i nomi di s. Ata- nasio e di Teofilo Alessandrino.
Una notevole quantità di papiri greci, qualche papiro latino e la totalità dei papiri copti (talora bilingui, greco-copti) mettono a contatto con la società cristiana d'Egitto fin dalla sua origine e in modo diretto anche con la Chiesa egiziana, che adottava poi il copto come lingua liturgica, e lo conserva tuttora, anche dopo lo scisma mon- nofisita.