PAROCCHI, LUCIDO MARIA. - Cardinale, n. a Mantova il 13 ag. 1833, m. a Roma il 15 genn. 1903. Sacerdote nel 1856, fu a Mantova professore di teologia morale, storia ecclesiastica e diritto canonico nel Seminario; nel 1863 arciprete della parrocchia dei SS. Gervasio e Protasio.
Nel 1871 fondò la rivista La Scuola cattolica, cui collaborarono fin dalla fondazione il patriarca Paolo Ballerini, i mons. Federico Sala e Agostino Riboldi, e, più tardi, Achille Ratti (il futuro Pio XI), Pietro Maffi, Dalmazio Minoretti, Giuseppe Toniolo. Il 27 ott. 1871 fu eletto da Pio IX vescovo di Pavia e poi nel Concistoro del 22 giugno 1877 creato cardinale del titolo di S. Sisto, ed arcivescovo di Bologna. Nella nuova sede, che in quel momento era più dire all'avanguardia del movimento cattolico italiano, il P. cibbe ad incontrare non poche difficoltà per la mancata concessione dell'evacuatur da parte del Governo italiano. Nel 1882 Leone XIII lo chiamò a Roma e due anni più tardi lo volle vicario generale per la città di Roma e suo distretto.
In tale ufficio svolse opera efficace con la parola e gli scritti; dedicò ogni attività allo sviluppo dell'Azione Cattolica, rendendone più rigogliose le varie associazioni e creandone di nuove.
Optò nel 1889 per la sede suburbicaria di Albano e nel 1896 per quella di Porto e S. Rufina. Nominato, nel 1896, segretario della S. Congregazione del S. Uffizio; nel 1899 lasciò il vicariato di Roma, per l'ufficio di vice cancelliere di S. Romana Chiesa. Fu, inoltre, presidente della Commissione cardinalizia «de eligendis Italiae episcopis» e, nell'Anno Santo 1900, legato a lateore di Leone XIII per la chiusura della Porta Santa di S. Paolo fuori le mura. Delle sue pubblicazioni, ragguardevoli per eleganza di stile, profondità di pensiero e vigore polemico, meritano particolare menzione: Protestantesimo e razionalismo (Mantova 1868), S. Tommaso d'Aquino scrittore (Pavia 1874), Omelie, panegirici e discorsi (Prato 1882).