PASOLINI, GIUSEPPE. - Statista, n. a Ravenna 18 febbr. 1815, m. ivi il 4 dic. 1876. Conosciuto ed apprezzato da Pio IX quand'era vescovo in Imola, venne chiamato a far parte della Consulta di Stato nel 1847 e successivamente nominato ministro del commercio e vice presidente dell'Alto Consiglio. Dopo l'assassinio di Pellegrino Rossi si trasse in dis-parte e finì col lasciare Roma, soggiornando a lungo nella sua villa toscana di Fontallerta, dove usava riu-nire uomini politici ed economisti italiani e stranieri.
Tornò all'attività politica nel 1857, quando il Papa lo nominò gonfaloniere di Ravenna, incaricandolo nel contempo di delicate missioni diplomatiche di carattere ufficioso. Verso quest'epoca si incontrò di sua iniziativa anche con il Cavour, con cui discusse la possibilità che Pio IX rinunziasse pacificamente alle Romagne. Dopo aver cooperato al trapasso dei poteri fra le autorità pontificie e quelle sarde nelle Legazioni, nel 1860 fu nominato senatore e governatore di Milano. Due anni più tardi, dopo Aspromonte, Vittorio Emanuele II gli affidò l'incarico di costituire un governo extra-parlamentare, ma egli fu per la soluzione costituzionale della crisi e designò il Farini, nel cui ministero entrò con il porta-foglio degli Esteri. Nel 1863-64 assolse funzioni diplo-matiche ufficiose a Parigi e Londra; fu poi prefetto di Torino e commissario del Re a Venezia dopo la terza guerra di indipendenza. Finalmente fu assunto alla presidenza del Senato, che tenne sino alla morte. Le sue amichevoli re-lazioni con Pio IX e con Vittorio Ema-nuele II gli permisero di mantenere discreti contatti fra il Vaticano e il Quirinale. Lasciò interessanti Memorie, edite a cura del figlio (4ª ed. accresce, Torino 1915).