PASSIONEI, DOMENICO

PASSIONEI, DOMENICO. - Cardinale, n. a Fossombrone il 2 dic. 1682, m. a Camaldoli (Frascati) il 5 luglio 1761. Frequentò in Roma il Collegio Clementino dei Somaschi, dedicandosi poi allo studio della dogmatica e della storia ecclesiastica sotto la direzione del teatino G. M. Tommasi, per cui divenne assertore dell'agostinismo più severo e del rigorismo morale. Un orientamento teologico antimolinistico e antiprobabilistico si prestava ad una segreta simpatia verso la teologia e la morale dei giansenisti. Vi contribuirono per il P. l'amicizia con i cardd. Noris e Ferrari e con mons. Fontanini, i quali lo misero in contatto con i circoli culturali francesi, tra cui i Maurini. Eclettico, non trascurava occasione di accostare dotti e letterati del tempo, non esclusi Montesquieu e Voltaire, assimilando simpatie e antipatie delle quali la sua non profonda formazione teologica non riusciva ad eludere le intime ragioni di risentimento, ora laico e illuministico, ora gallicano e giansenistico, contro la Chiesa.

Il soggiorno di due anni a Parigi e di quattro in Olanda, dal 1706 al 1713, per incarichi della S. Sede, gli permisero di conoscere l'ambiente religioso di Parigi, di Amsterdam e Deventer e la sua ambizione offri facile presa ai ribelli, molti dei quali esuli in Olanda. Queste e le altre Utrecht (v.) influirono sulla sua formazione. Per i vari servizi resi alla S. Sede, quale incaricato

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(da P. L. Galletti, Memorie per servire alla storia della vita del card. D. Passionei, Roma 1785, tav. contro p. 1) PASSIONEI, DOMENICO - RITRATO. Incisione.
per i preliminari della Pace di Utrecht (1712) e quale rappresentante del Papa nelle trattative fra l'Imperatore e la Francia prima e nell'alleanza tra la Svizzera e la Francia poi, dopo un breve periodo quale segretario di Propaganda, fu inviato nel 1721 da Innocenzo XIII nunzio nella Svizzera, di là nel 1730 da Clemente XII fu trasferito a Vienna, e infine creato cardinale il 23 giugno 1738 e nominato segretario ai Brevi, ufficio che tenne fino alla morte. Nel Palazzo della Consulta al Quirinale, dove dimorava, raccolse la sua celebre Biblioteca. Altra dimora non ufficiale ebbe sul terreno degli Eremiti Camaldolesi presso Frascati, famosa per l'arredamento lussuoso e artistico, visitata da papi e da principi, chiamata da lui stesso «eremitaggio» e nella quale soleva riunire amici per riposo e discussioni. Vi convenivano, con il nome di fra' Paolo, fra' Giovanni, fra' Antonio e simili, il Bottari, il Foggini, il Niccolini, il Martini, l'Orsi, ecc. sotto la direzione del priore, ossia del P. stesso, che se ne stava seduto sotto il ritratto di Arnauld avendo sempre a portata di mano le Lettres provinciales di Pascal. Questo costante e spesso violento atteggiamento antigesuitico si aggiungeva a una irresponsabile critica verso la Chiesa e i papi e ad una inattività d'ufficio pastorale. Alieno dalle Congregazioni e da ogni impegno curiale, procurava continui fastidi alla S. Sede non solo per la imprudente condotta, ma soprattutto per la consuetudine con scrittori libertini e la protezione che prestava allo spirito diffuso dalla Enciclopedia. La sua condotta favorì così del pari la soppressione della Compagnia di Gesù e lo sviluppo del giansenismo in Roma, molto più che l'auspicato ritorno alla primitiva prassi della Chiesa e al suo rigorismo sacramentale e disciplinare. La ricca corrispondenza, i manoscritti dei quali pochi rimangono, testimoniano nel P. un enciclopedico superficiale, ambizioso, intrigante e ambiguo. A questo suo temperamento è dovuta la morte. Condannato, nonostante la sua opposizione, il Catechismo del Mesenguy, della cui traduzione era responsabile, egli stesso

avrebbe dovuto sottoscrivere il decreto. Per non farlo si ritirò a Camaldoli. Clemente XIII gli mandò il breve con l'ordine di firmarlo o di dimettersi. Il P. firmò, ma la sua irritazione fu tale che, colpito da paralisi apoplettica, morì venti giorni dopo.

BIBL.: P. Galletti, Memorie per servire alla storia della vita del card. D. P., Roma 1762; A. Vernarecci, Fossombrone dai tempi autichissimi ai nostri, II. Fossombrone 1914; E. Dammig, Il movimento giansenista a Roma nella seconda metà del sec. XVIII, Città del Vaticano 1945, pp. 61-63, 77-79, 278-81; Pastor, XV-XVI (v. indici). Benvenuto Matteucci
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“PASSIONEI, DOMENICO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 579. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/passionei-domenico.