PENTINI, FRANCESCO. - Cardinale, n. a Roma l'11 dic. 1797, m. ivi il 17 dic. 1869. Figlio di Ulisse, già rappresentante di Caterina II di Russia presso Pio VI, da giovinetto assisté durante la Settimana Santa del 1811, nella cappella della sua abitazione, alle benedizioni degli olii santi e alle sacre Ordinazioni, non compiute nella Basilica Lateranense per la triste situazione di quei giorni.
Venutone a conoscenza il generale Miollis, volle che il P. entrasse nel Collegio Militare di Parigi. Riuscito a fuggire prima in Svizzera, poi in Svezia, fu accolto dal re Carlo XIII nel corpo delle sue guardie, col grado di tenente. Al ritorno di Pio VII in Roma fece parte della scorta d'onore ed entrò nella carriera ecclesiastica. Nominato cameriere segreto partecipante, fu poi prelato domestico, referendario nel Tribunale supremo della Segnatura di grazia e giustizia, ponente del buon Governo e della Consulta, luogotenente nella Camera apostolica, prelato chierico di Camera, presidente degli Archivi. Nel 1847, quale presidente delle Acque e Strade, si acquistò non poche benemerenze presso la città di Roma con la sua intraprendenza. Il 14 genn. 1848 divenne vice-presidente del Consiglio di Stato ed il 22 febbr. successivo fu, nel gabinetto presieduto dal card. Bofondi, ministro dell'Interno ed incoraggiò Pio IX a proseguire sulla via delle intraprese riforme. Nel ministero Soglia fu sostituito di Pellegrino Rossi al dicastero dell'Interno ed il 16 nov. 1848 invano si portò nella abitazione del Conte per dissuaderlo dal recarsi alla tragica cerimonia inaugurale della Camera dei Deputati alla Cancelleria. Rimase poi al fianco di Pio IX nelle fosche giornate seguenti e svolse con serena fermezza opera di moderazione. Al ritorno del Papa da Gaeta fu nominato presidente della nuova Commissione di revisione, ma poi rinuncò per ritirarsi a vita privata, finché Pio IX, nel Concistoro del 26 marzo 1863, ne premiò i meriti creandolo e pubblicandolo cardinale diacono di S. Maria in Portico.